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	<title>L&#039;Orto Solidale della Cometa</title>
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	<description>Se sapessi che domani il mondo finirà io oggi pianterei un albero”. Martin Luther King ...</description>
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		<title>L&#039;Orto Solidale della Cometa</title>
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		<title>NOTIZIE DAL MONDO DEGLI ORTISTI</title>
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		<pubDate>Wed, 10 Mar 2010 09:57:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ortosolidale</dc:creator>
				<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>

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		<description><![CDATA[NOTIZIE DAL MONDO DEGLI ORTI Alle porte di Milano un gruppo di famiglie &#8220;adotta&#8221; un orto. &#8220;L&#8221;adozione di un orto è cosa che non va fatta a distanza. Bisogna metterci dentro le mani, perché &#8220;significa prendersi cura di un pezzo di terra, assumendone oneri e onori, con l&#8221;obiettivo di raccoglierne cibo a sufficienza lungo tutto [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=ortosolidale.wordpress.com&amp;blog=12455625&amp;post=67&amp;subd=ortosolidale&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>NOTIZIE DAL MONDO DEGLI ORTI</p>
<p><strong>Alle porte di Milano un gruppo di famiglie &#8220;adotta&#8221; un orto. </strong><br />
&#8220;L&#8221;adozione di un orto è cosa che non va fatta a distanza. Bisogna metterci dentro le mani, perché &#8220;significa prendersi cura di un pezzo di terra, assumendone oneri e onori, con l&#8221;obiettivo di raccoglierne cibo a sufficienza lungo tutto l&#8221;anno. È dare spessore all&#8217;azione ormai banale di &#8216;procurarsi il cibo quotidiano&#8217;, facendola diventare un gesto di sostenibilità colturale e culturale&#8221;". Così spiega Mario Arnò, ideatore &#8211; e orticoltore insieme alla giovane Maika, spagnola &#8211; del progetto &#8220;Adotta un orto&#8221;, radicato in 4.000 metri quadrati sul terreno della cascina Santa Brera Grande, a San Giuliano Milanese, Sud di Milano, ispirata ai principi della permacultura. L&#8221;esperienza pilota ora coinvolge circa trenta famiglie. La facciamo riassumere da uno dei primi &#8220;ortisti&#8221;. Alain, francese, vive a Melzo &#8211; a venti chilometri dall&#8221;orto adottato &#8211; con Viviana e il neonato Mathieu. &#8220;&#8221;Volevamo avere gli ortaggi freschi, ma anche raccoglierli direttamente, partecipare alle attività. Insomma andare oltre un ruolo di soli consumatori. Alla fiera &#8220;Fa&#8217; la cosa giusta!&#8221; abbiamo incontrato Mario e Maika e abbiamo subito aderito a questo progetto. Paghiamo come coppia una cifra mensile di 50 euro &#8211; ed è la partecipazione economica al progetto &#8211; e poi andiamo ogni settimana a raccogliere quel che ci serve. Poi, prendiamo insieme le decisioni, inventiamo il seguito. E invece dello stress del supermercato abbiamo la raccolta e lo scambio, rapporti di amicizia con le altre famiglie, incontri conviviali in cascina e altrove. Si guadagna in relazioni, in qualità della vita. È stato fertile quel terreno, per noi&#8221;".</p>
<p>Non si sa bene dove finisce il ruolo del produttore e dove comincia quello del consumatore; è un tandem, un partenariato stabile. La condivisione dell&#8221;orto riguarda anche i rischi (nell&#8221;agricoltura &#8220;normale&#8221; è sempre l&#8221;agricoltore ad accollarseli): &#8220;si sono &#8220;sacrificati&#8221;" – come dice Alain &#8211; &#8220;Mario e Maika che per un bel po&#8221; hanno lavorato nell&#8221;orto gratis, ma anche le famiglie che nei mesi invernali hanno deciso di pagare ugualmente la quota anche se non si raccoglieva nulla per alcuni errori e complicazioni dovuti alla novità e alle alee del clima. Adesso hanno messo a punto scelte di semina più meditate. E quest&#8221;estate si troveranno a usare il surplus per fare le conserve a uso invernale&#8221;. E se qualcuno prende troppo rispetto ai bisogni settimanali? Risponde Mario: &#8220;&#8221;Non succede. Il bello dell&#8221;orto adottato è anche il rapporto di amicizia e fiducia che c&#8221;è fra noi. E vale davvero lo slogan &#8216;piccolo è bello&#8217;. Quando si arriva alla sostenibilità economica, cioè a pagare spese e lavoro -nel nostro caso puntiamo alle quaranta famiglie entro il 2006 &#8211; ci si ferma lì; il desiderio è che ne nascano migliaia di altri&#8221;". La compartecipazione economica e ideale è diventata un movimento significativo proprio nel Paese che per primo si è avviato verso un&#8221;agricoltura alienata, micidiale per il piccolo coltivatore, separata dal consumatore, distruttiva per l&#8221;ambiente: gli Stati Uniti. Là è particolarmente diffusa la resistenza della Csa (Community Supported Agricolture): l&#8221;agricoltura sostenuta dalle comunità che se ne nutrono. Il movimento ha aderenti anche in Canada, Australia, Nuova Zelanda, Ghana. I membri di una comunità che si &#8220;gemella&#8221; con i coltivatori locali pagano a questi ultimi una quota annuale per coprire costi e alee di produzione e ricevono in cambio, settimanalmente, quote proporzionali di prodotto. Molti membri delle oltre mille realtà di Csa negli Usa e in Canada non si limitano al finanziamento ma vanno ad aiutare nei lavori semplici ma dispendiosi in tempo: diserbo manuale, raccolta, imballaggio. In Italia, una parziale compartecipazione dei consumatori sotto forma di anticipi sulle spese di produzione e prenotazione del prodotto è praticata da alcuni gruppi d&#8221;acquisto; e nella direzione dell&#8221;agricoltura &#8220;sostenuta dalla comunità&#8221; si muovono i distretti di economia solidale. L&#8221;orto adottato è un esempio di come si può fare. Ma un aspetto essenziale là a San Giuliano è che i soci non partecipano da lontano, magari ricevendo a casa la cassetta di ortaggi freschi: la raccolta autogestita da parte delle famiglie adottanti è segno tangibile del loro coinvolgimento. Mani in pasta, anzi in terra. Del resto, per fare la raccolta diretta non c&#8221;è bisogno di condividere un orto o far parte di un gruppo di agricoltura sostenuta dalla comunità. Può essere anche un servizio aggiuntivo offerto dagli agricoltori. Diffusa in Francia nelle aziende bio, è chiamata cueillette à la ferme ed è praticata da chi vuole essere sicuro della freschezza e della provenienza dei prodotti e vuol prendere un po&#8221; d&#8221;aria in campagna.</p>
<p>Nei Paesi anglosassoni (Stati Uniti, Canada, Gran Bretagna), si chiama &#8220;pick your own&#8221; e un sito (<a title="blocked::http://www.pickyourown.org/" href="http://www.pickyourown.org/" target="_blank">www.pickyourown.org</a>) dà conto di tutte le aziende disponibili. In Italia alcune esperienze sono maturate nell&#8221;ambito Gas: un&#8221;azienda orticola consente la raccolta diretta al Gas di Baggio, un quartiere di Milano. La  stessa Coldiretti spinge sempre più per la filiera corta, per la tracciabilità (sapere da dove arriva quel che si mangia); e la tracciabilità &#8220;è completa quando le persone vedono l&#8221;ortaggio o il frutto sulla pianta e lo colgono da sé, &#8220;come possono fare da noi&#8221;" dice il coltivatore diretto Massimo Antonini di Trevignano; &#8220;chi va ad acquistare nel suo punto vendita riceve i contenitori e passa direttamente a prelevare nell&#8221;orto&#8221;</p>
<p><strong>L&#8221;ecosistema &#8220;umano&#8221; di Santa Brera</strong></p>
<p>L&#8221;orto condiviso della cascina Santa Brera a San Giuliano Milanese fa parte di un&#8221;idea più ampia: la permacoltura, utilizzo rispettoso della terra e quindi progettazione di insediamenti umani sostenibili da tutti i punti di vista: agricolo, abitativo, energetico, economico, sociale. Irene di Carpegna ha voluto così trasformare cascina e terre di famiglia ottenute in eredità: &#8220;Mi sembrava riduttivo avviare semplicemente un&#8221;attività di agricoltura biologica. Avevo l&#8221;esigenza etica di ricreare un ecosistema anche per gli esseri umani. La riconversione riguarda dunque tutto l&#8221;insieme: le terre agricole, la casa, gli spazi per gli ospiti dell&#8221;agriturismo, il bosco di sei ettari che ci rende autosufficienti quanto a energia termica, con la caldaia a cippato integrata dai collettori solari&#8221;. Fra le formule di condivisione del progetto, ecco appunto l&#8221;orto adottato (e visitabile). La cascina è anche sede di una &#8220;Scuola di pratiche sostenibili&#8221;. Altre informazioni <a title="blocked::http://www.cascinasantabrera.it/" href="http://www.cascinasantabrera.it/" target="_blank">www.cascinasantabrera.it</a></p>
<p><strong>Quando la comunità sostiene l&#8221;agricoltura</strong></p>
<p>Nel 1985, nella cittadina statunitense di S.Egremont: con un gruppo di amici, la coltivatrice Robyn Van En dà vita a un progetto chiamato semplicemente &#8220;Community Supported Agricolture&#8221; (Csa): un patto di condivisione con i consumatori. Ha a disposizione un meleto e un orto. In cinque anni, i soci di questa prima Csa da trenta diventano 150. E Robyn a quel punto comincia ad aiutare la nascita di altre Csa. Alla sua improvvisa morte, nel 1997, questi partenariati fra agricoltori locali e comunità sono oltre mille (<a title="blocked::http://www.csacenter.org/" href="http://www.csacenter.org/" target="_blank">www.csacenter.org</a>). L&#8221;agricoltura sostenuta dalla comunità funziona in due modi: nel primo caso, i membri della comunità &#8220;di sostegno&#8221; comprano preventivamente una quota del raccolto previsto (una quota -decisa tutti insieme- è sufficiente a nutrire una famiglia di quattro persone, o una di due se vegetariane). Oppure la comunità ordina prima le quantità che acquisterà. Prefinanziamento e sbocco sicuro permettono ai piccoli produttori biologici di sopravvivere.</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/ortosolidale.wordpress.com/67/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/ortosolidale.wordpress.com/67/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/ortosolidale.wordpress.com/67/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/ortosolidale.wordpress.com/67/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/ortosolidale.wordpress.com/67/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/ortosolidale.wordpress.com/67/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/ortosolidale.wordpress.com/67/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/ortosolidale.wordpress.com/67/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/ortosolidale.wordpress.com/67/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/ortosolidale.wordpress.com/67/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/ortosolidale.wordpress.com/67/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/ortosolidale.wordpress.com/67/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/ortosolidale.wordpress.com/67/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/ortosolidale.wordpress.com/67/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=ortosolidale.wordpress.com&amp;blog=12455625&amp;post=67&amp;subd=ortosolidale&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>ANALISI DELL&#8217;ACQUA DEL POZZO</title>
		<link>http://ortosolidale.wordpress.com/2010/03/09/analisi-dellacqua-del-pozzo/</link>
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		<pubDate>Tue, 09 Mar 2010 22:16:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ortosolidale</dc:creator>
				<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>

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		<description><![CDATA[Campione di acqua Analisi microbiologica Coliformi Fecali 7 UFC / 100 ml Streptococchi fecali 5 UFC / 100 ml Coliformi Totali &#62; 200 UFC / 100 ml Escherichia Coli: 0 UFC / 100 ml Conta germi mesofili a 36° C &#62; 300 UFC / 100 ml Conta germi mesofili a 22° C &#62; 300 UFC [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=ortosolidale.wordpress.com&amp;blog=12455625&amp;post=58&amp;subd=ortosolidale&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h1>Campione di acqua</h1>
<h3>Analisi microbiologica</h3>
<table border="1" cellspacing="0" cellpadding="0">
<tbody>
<tr>
<td width="148" valign="top"><strong><em>Coliformi Fecali</em></strong><em> </em></td>
<td width="126" valign="top">7</td>
<td width="162" valign="top">UFC / 100 ml</td>
</tr>
<tr>
<td width="148" valign="top"><strong><em>Streptococchi fecali</em></strong><em> </em></td>
<td width="126" valign="top">5</td>
<td width="162" valign="top">UFC / 100 ml</td>
</tr>
<tr>
<td width="148" valign="top"><strong><em>Coliformi Totali</em></strong><em> </em></td>
<td width="126" valign="top">&gt; 200</td>
<td width="162" valign="top">UFC / 100 ml</td>
</tr>
<tr>
<td width="148" valign="top"><strong><em>Escherichia Coli</em></strong><em>:</em><em> </em></td>
<td width="126" valign="top">0</td>
<td width="162" valign="top">UFC / 100 ml</td>
</tr>
<tr>
<td width="148" valign="top"><strong><em>Conta germi mesofili   a 36° C</em></strong><em></em></td>
<td width="126" valign="top">&gt; 300</td>
<td width="162" valign="top">UFC / 100 ml</td>
</tr>
<tr>
<td width="148" valign="top"><strong><em>Conta germi mesofili a   22° C</em></strong></td>
<td width="126" valign="top">&gt; 300</td>
<td width="162" valign="top">UFC / 100 ml</td>
</tr>
</tbody>
</table>
<h3>Analisi chimica</h3>
<p><strong> </strong></p>
<table border="1" cellspacing="0" cellpadding="0">
<tbody>
<tr>
<td width="148" valign="top"><strong><em>Sodio</em></strong></td>
<td width="126" valign="top">45</td>
<td width="162" valign="top">mg/l</td>
</tr>
<tr>
<td width="148" valign="top"><strong><em>Magnesio </em></strong></td>
<td width="126" valign="top">25</td>
<td width="162" valign="top">mg/l</td>
</tr>
<tr>
<td width="148" valign="top"><strong><em>Calcio</em></strong></td>
<td width="126" valign="top">53</td>
<td width="162" valign="top">mg/l</td>
</tr>
<tr>
<td width="148" valign="top"><strong><em>Ferro</em></strong></td>
<td width="126" valign="top">0,2</td>
<td width="162" valign="top">mg/l</td>
</tr>
<tr>
<td width="148" valign="top"><strong><em>Zinco</em></strong></td>
<td width="126" valign="top">2,5</td>
<td width="162" valign="top">mg/l</td>
</tr>
<tr>
<td width="148" valign="top"><strong><em>Bario</em></strong></td>
<td width="126" valign="top">0,1</td>
<td width="162" valign="top">mg/l</td>
</tr>
<tr>
<td width="148" valign="top">
<h5>Litio</h5>
</td>
<td width="126" valign="top">&lt; 0,01</td>
<td width="162" valign="top">mg/l</td>
</tr>
<tr>
<td width="148" valign="top">
<h5>Berillio</h5>
</td>
<td width="126" valign="top">&lt; 0,01</td>
<td width="162" valign="top">mg/l</td>
</tr>
<tr>
<td width="148" valign="top"><strong><em>Alluminio</em></strong></td>
<td width="126" valign="top">&lt; 0,01</td>
<td width="162" valign="top">mg/l</td>
</tr>
<tr>
<td width="148" valign="top"><strong><em>Vanadio</em></strong></td>
<td width="126" valign="top">&lt; 0,01</td>
<td width="162" valign="top">mg/l</td>
</tr>
<tr>
<td width="148" valign="top"><strong><em>Cromo</em></strong></td>
<td width="126" valign="top">&lt; 0,01</td>
<td width="162" valign="top">mg/l</td>
</tr>
<tr>
<td width="148" valign="top"><strong><em>Manganese</em></strong></td>
<td width="126" valign="top">&lt; 0,01</td>
<td width="162" valign="top">mg/l</td>
</tr>
<tr>
<td width="148" valign="top"><strong><em>Cobalto</em></strong></td>
<td width="126" valign="top">&lt; 0,01</td>
<td width="162" valign="top">mg/l</td>
</tr>
<tr>
<td width="148" valign="top"><strong><em>Nichel</em></strong></td>
<td width="126" valign="top">&lt; 0,01</td>
<td width="162" valign="top">mg/l</td>
</tr>
<tr>
<td width="148" valign="top"><strong><em>Rame</em></strong></td>
<td width="126" valign="top">&lt; 0,01</td>
<td width="162" valign="top">mg/l</td>
</tr>
<tr>
<td width="148" valign="top"><strong><em>Arsenico</em></strong></td>
<td width="126" valign="top">&lt; 0,01</td>
<td width="162" valign="top">mg/l</td>
</tr>
<tr>
<td width="148" valign="top"><strong><em>Selenio</em></strong></td>
<td width="126" valign="top">&lt; 0,01</td>
<td width="162" valign="top">mg/l</td>
</tr>
<tr>
<td width="148" valign="top"><strong><em>Argento</em></strong></td>
<td width="126" valign="top">&lt; 0,01</td>
<td width="162" valign="top">mg/l</td>
</tr>
<tr>
<td width="148" valign="top"><strong><em>Cadmio</em></strong></td>
<td width="126" valign="top">&lt; 0,01</td>
<td width="162" valign="top">mg/l</td>
</tr>
<tr>
<td width="148" valign="top"><strong><em>Mercurio</em></strong></td>
<td width="126" valign="top">&lt; 0,01</td>
<td width="162" valign="top">mg/l</td>
</tr>
<tr>
<td width="148" valign="top"><strong><em>Tallio</em></strong></td>
<td width="126" valign="top">&lt; 0,01</td>
<td width="162" valign="top">mg/l</td>
</tr>
<tr>
<td width="148" valign="top"><strong><em>Piombo</em></strong></td>
<td width="126" valign="top">&lt; 0,01</td>
<td width="162" valign="top">mg/l</td>
</tr>
<tr>
<td width="148" valign="top"><strong><em>Bismuto</em></strong></td>
<td width="126" valign="top">&lt; 0,01</td>
<td width="162" valign="top">mg/l</td>
</tr>
<tr>
<td width="148" valign="top"><strong><em>Uranio</em></strong></td>
<td width="126" valign="top">&lt; 0,01</td>
<td width="162" valign="top">mg/l</td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p><strong> </strong></p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/ortosolidale.wordpress.com/58/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/ortosolidale.wordpress.com/58/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/ortosolidale.wordpress.com/58/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/ortosolidale.wordpress.com/58/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/ortosolidale.wordpress.com/58/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/ortosolidale.wordpress.com/58/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/ortosolidale.wordpress.com/58/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/ortosolidale.wordpress.com/58/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/ortosolidale.wordpress.com/58/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/ortosolidale.wordpress.com/58/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/ortosolidale.wordpress.com/58/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/ortosolidale.wordpress.com/58/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/ortosolidale.wordpress.com/58/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/ortosolidale.wordpress.com/58/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=ortosolidale.wordpress.com&amp;blog=12455625&amp;post=58&amp;subd=ortosolidale&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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	</item>
		<item>
		<title>I NEMICI DELL&#8217;ORTO</title>
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		<pubDate>Tue, 09 Mar 2010 21:22:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ortosolidale</dc:creator>
				<category><![CDATA[DIFESA DELL&#039;ORTO]]></category>

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		<description><![CDATA[Chiocciole e lumache. Le prime si raccolgono e se si vuole si mangiano. Per le seconde, si ricorre a esche avvelenate, (attenzione: un lettore fa notare la dannosità della formaldeide che si trova in alcune di esse), sparse tutt’attorno alla coltura da proteggere; si può ricorrere anche alla cenere, che fornisce potassio al terreno, mentre [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=ortosolidale.wordpress.com&amp;blog=12455625&amp;post=51&amp;subd=ortosolidale&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Chiocciole e lumache</strong>. Le prime si raccolgono e se si vuole si mangiano. Per le seconde, si ricorre a esche avvelenate, (attenzione: un lettore fa notare la dannosità della formaldeide che si trova in alcune di esse), sparse tutt’attorno alla coltura da proteggere; si può ricorrere anche alla cenere, che fornisce potassio al terreno, mentre è da escludere il sale da cucina: funzionerebbe al caso ma si comporterebbe come un diserbante totale. Si possono collocare nell’orto tavole o coppi, sotto i quali le limacce andranno a rifugiarsi durante il giorno, consentendo la raccolta manuale. Piccoli recipienti, riempiti a metà di birra e interrati a livello del suolo, possono funzionare da trappola ma solo per qualche individuo perché, poi, le altre si guarderanno bene dall’avvicinarsi. Anche le anatre, se ben nutrite dal punto di vista dei vegetali, possono liberare l’orto da limacce e insetti vari, al contrario dei polli che distruggerebbero tutto.</p>
<p><strong>Agrotidi e nottue</strong>, (lepidotteri) presenti nel sottosuolo allo stadio larvale. Emergono di notte per cercare il cibo. Quando si registra un primo attacco, va distribuito il bacillus thunngiensis sulle verdure, soprattutto di sera. Se si dovesse scavare nel raggio di 10 &#8211; 20 cm dalla pianta sotto tiro, potrebbero essere scovati anche sottoterra.</p>
<p><strong>Elateridi o ferretti</strong>. Sono molto più piccoli dei lombrichi, ma molto coriacei. Mangiano le radici ed entrano nella pianta, divorandola dal basso. Risultando in tal modo inattaccabili, vanno attirati con esche, costituite da mezze patate appoggiate sul terreno per la parte tagliata. Controllarle quotidianamente ed eliminare quelle infestate, sostituendole fino alla scomparsa del parassita.</p>
<p><strong>Grillotalpa. </strong>Preferisce i terreni poveri ed è abitudinario. Collocare lungo il suo percorso un barattolino interrato a livello basale della galleria e attendere che ci caschi dentro.</p>
<p><strong>Larve di oziorrinco</strong>, con la testa nera, e maggiolino, con la testa rossa e di maggiori dimensioni. Gli adulti depongono le uova dove è presente molta sostanza organica in decomposizione. Mantenere il terreno soffice, cosicché gli adulti cambieranno luogo di deposizione delle uova; quando si vanga, raccoglierle ed eliminarle. Infestano anche il compost.</p>
<p><strong>Altri perricoli sono il topo, o arvicola, e la talpa.</strong> I topi scavano gallerie e sono vegetariani: a giugno prediligono le carote, poi fanno la campagna del mais e, a novembre, si buttano sulle cicorie. Miglior antidoto: il gatto; oppure esche avvelenate o polveri tossiche da spargere dentro le gallerie. Quest’ultime, però, risultano dannose per noi e per il gatto, se si ciba del topo morto. Se si impiegano esche, proteggerle con barriere, come un coppo rovesciato, o collocarle dentro la tana. La talpa è utilissima (si nutre soprattutto di insetti terricoli nottue elateridi ecc.), ma sradica tutto quello che incontra lungo il cammino. E’, però, abitudinaria e basta spostare la pianta dal suo tracciato per non avere problemi. Il danno maggiore lo causa nel periodo degli amori (maggio) e quando costruisce il rifugio invernale (novembre). Si possono usare trappole, conficcare pezzi di vetro lungo le gallerie o ripiegare su strumenti rumorosi.</p>
<p><strong>Afide nero</strong>, detto anche “afide della fava”. Colpisce legumi, melanzane ecc., e risulta il più resistente tra i suoi simili. Un suo attacco, poi, è sempre alla grande. Si può usare il piretro. Funziona su fave, piselli e fagioli; su melanzane o zucchine molto meno, perché bisognerebbe irrorare la pagina inferiore delle foglie colpite.</p>
<p><strong>Afide verde</strong>, meno resistente del precedente. Va combattuto con infusi di aglio, ortica o piretro.</p>
<p>Tutti gli afidi succhiano linfa, accartocciando le foglie più tenere, e possono trasmettere virus. Hanno generazioni con ali e senz’ali. Non appena le condizioni climatiche (temperatura e umidità) risultano ideali, si presenta una prima coppia con le ali; poi, si moltiplicano a dismisura con varie generazioni senz’ali. Infine, nasce una nuova generazione alata. Se si fa un controllo quotidiano, l’infestazione può essere subito controllata ed eliminata, soprattutto durante la prima migrazione. Oltre agli aficidi visti prima. ci sono le coccinelle, sia allo stadio larvale sia a quello adulto, che si cibano di afidi. Tuttavia, le coccinelle, per eleggere a propria dimora il nostro orto, devono trovare un habitat ideale, come la presenza di siepi sempreverdi, per poter svernare. Altri insetti mangia-afidi sono le forficole (forbicine) e le crisope.</p>
<p><strong>Dorifora</strong>. Coleottero importato dall’America; da noi senza nemici naturali. Attacca le solanacee: patata, melanzana e, da ultimo, il pomodoro. L’insetto muta 5 stadi: V’ di uova, tre come larva e 50 come adulto che, a fine stagione, sverna sottoterra. Quando il terreno supera i 10 &#8211; 12 0 C (metà maggio), esce e va in cerca di cibo, riuscendo a percorrere fino a 300 metri, guidato dall’odore delle solanacee. Dopo aver ben mangiato, inizia a volare, si accoppia e depone le uova sulla pagina inferiore delle foglie di una pianta integra. Un controllo accurato nella seconda metà di rna~gio riduce l’infestazione. Un sistema efficace è far crescere una patata in anticipo, riparandola al caldo; collocarla nell’orto ai primi di maggio e, poi, controllarla attentamente. Se spaventata, la dorifora non vola via ma si lascia cadere a terra e può essere raccolta.</p>
<p>Il bacillus thuringiensis kurstaki (novodor) agisce sulle larve. Il piretro funziona, ma solo se le colpisce direttamente. Una combinazione di derris e novodor risulta più efficace. La dorifora, però, si adatta rapidamente all’insetticida e produce discendenti sempre più resistenti.</p>
<p><strong>Trialeurodide o mosca bianca</strong>. Si comporta come gli afidi, soprattutto in serra, con produzione di melata e conseguente fumaggine. Il ciclo di riproduzione è molto veloce. La lotta biologica si avvale di una piccola vespa (encarsia formosa) che depone le uova all’interno di quelle della mosca bianca. Nella serra si può combattere con il freddo, aprendola d’inverno. L’insetto sverna anche all’interno dei cavoli.</p>
<p><strong>Ragnetto rosso</strong>. Molto piccolo (serve la lente per vederlo), si ubica sulle pagine inferiori delle foglie, che presentano, così, una crescita più lenta e deformata e perdono lucentezza fino a decolorarsi. Se l’infestazione è consistente, la foglia diventa rossa. Si può combattere con lo zolfo, oppure con la distribuzione di “fitoseilus persimilis”(ragnetto predatore) nelle colture protette. Portano via i semi e sono ghiotte di melata di afide. Praticamente, esse allevano gli afidi, ospitandoli durante l’inverno all’interno dei loro nidi e trasportandoli sulle piante in primavera. La polvere di piretro elimina le formiche.</p>
<p><strong>Cocciniglia</strong>. E’ un parassita che interessa le piante con fusto legnoso. Pulire bene il tronco con una spazzola di saggina, togliere i rametti più colpiti e usare olio bianco (già emulsionato) oppure olio normale più sapone di Marsiglia liquido (100 gr di olio, 10 gr di sapone liquido, 10 litri di acqua). L’olio fa un velo e l’animale soffoca. Anche la cocciniglia produce melata e causa fumaggini. Si può anche dare una leggera fiammata lungo il tronco, quando son cadute le foglie.</p>
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		<title>CONSIGLI PER LA COLTIVAZIONE DELL&#8217;ORTO</title>
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		<pubDate>Tue, 09 Mar 2010 20:17:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ortosolidale</dc:creator>
				<category><![CDATA[MESSAGGI AGLI ORTOLANI]]></category>

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		<description><![CDATA[Orto familiare: alcuni piccoli consigli di Mauro Bertuzzi Piccolo orto familiare (foto www.girovagandointrentino.it) Sono sempre più le persone che, avendo a disposizione un po’ di spazio, decidono di destinare una parte più o meno grande del giardino alla coltivazione di ortaggi e/o piante aromatiche. La realizzazione di un orto familiare è facile ma richiede tempo [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=ortosolidale.wordpress.com&amp;blog=12455625&amp;post=35&amp;subd=ortosolidale&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Orto familiare: alcuni piccoli consigli<br />
di Mauro Bertuzzi</p>
<p>Piccolo orto familiare (foto  www.girovagandointrentino.it)<br />
Sono sempre più le persone che, avendo a disposizione un po’ di spazio, decidono di destinare una parte più o meno grande del giardino alla coltivazione di ortaggi e/o piante aromatiche.<br />
La realizzazione di un orto familiare è facile ma richiede tempo e passione, requisiti indispensabili per poter produrre e assaporare tutto l&#8217;anno ortaggi naturali e soprattutto controllati in ogni fase.<br />
Il costo è molto contenuto, infatti è possibile acquistare piantine di ortaggi di stagione pronte da trapiantare anche a meno di 0,35 € l&#8217;una o, se si preferisce, acquistare bustine di semi che però dovranno essere messe in vasi e tenute in una piccola serra (o ambiente un minimo controllato), per poi essere successivamente poste a dimora al momento giusto.<br />
Un piccolo orto domestico, oltre al piacere personale, riesce a fornire, se correttamente impostato, una notevole produzione di ortaggi ed erbe aromatiche per la cucina, coltivati magari senza l’ausilio di pesticidi e che possono essere consumati freschi.<br />
La realizzazione<br />
Per prima cosa occorre individuare nello “spazio giardino libero” una zona ben esposta, al riparo da vento e soprattutto gelate, in modo da riuscire ad ottenere qualche minima produzione anche nel periodo invernale (a parte, ovviamente nelle zone montane): quindi, una buona esposizione solare risulta essere un requisito fondamentale.<br />
La superficie necessaria dipende ovviamente dallo spazio disponibile e dalle singole esigenze: indicativamente, 40 mq di terreno correttamente coltivati riescono a soddisfare tranquillamente, nel periodo estivo di piena produzione, le esigenze di una famiglia composta da  4 persone.<br />
Nel caso in cui in giardino dovessero vivere animali domestici (cani e gatti) è consigliabile recintare la zona adibita ad orto con dei paletti in ferro distanti circa 1-1,5 m tra loro ed una rete metallica di protezione, con un’apertura sufficiente al transito di una carriola e, se viene utilizzata, della motozappa.<br />
Altro aspetto importante è che sia disponibile, all’interno dell’area o nelle vicinanze, una presa d’acqua, per facilitare l&#8217;irrigazione soprattutto estiva ed evitare di essere costretti a lunghi spostamenti.<br />
L’apporto di acqua, indispensabile per un’adeguata crescita delle piante, sarà diverso per ogni tipo di ortaggio. Infatti alcune piante non devono essere bagnate sul fusto (per evitare bruciature), mentre altre necessitano di  una bagnatura più completa. Il momento ideale per l’irrigazione è la mattina presto o la sera al calar del sole.<br />
La coltivazione<br />
In ogni periodo dell’anno l’orto può essere produttivo, in estate in particolare si potranno raccogliere in abbondanza melanzane, cetrioli, zucchine, insalate, pomodori e peperoni, mentre durante l’inverno cavoli, verze e broccoli ma in quantità minore, soprattutto se sono state realizzate strutture semplici per la protezione dalle basse temperature (esempio pacciamatura o piccoli tunnel).<br />
Per la scelta del periodo di semina delle singole specie è consigliabile consultare il calendario delle semine disponibile nei garden o sulle riviste di settore, oppure più semplicemente seguire le indicazioni poste sul retro delle confezioni di semi. Alcuni ortaggi verranno seminati direttamente in campo (es. carote, prezzemolo) quando la stagione lo permette, per altri invece è consigliata la messa a dimora di piantine acquistate oppure ottenute, come già indicato, facendo germogliare i semi in piccoli vasi posti in luogo riparato.<br />
La preparazione del terreno, operazione di fondamentale importanza, viene eseguita in autunno o in inverno, quando comunque il terreno non risulta gelato, in modo da permettere la semina di alcune colture ad inizio primavera.<br />
I lavori sono per lo più la vangatura e un’energica zappatura per lo sminuzzamento delle zolle, eliminando le pietre più grosse che potrebbero ostacolare lo sviluppo delle radici e rendere più difficili le lavorazioni. Inoltre, particolare attenzione è da prestare alle erbe infestanti, che dovranno essere estirpate manualmente; in commercio si trovano anche diserbanti, ma non sono consigliati, per ovvi motivi, negli orti ad uso familiare.<br />
Fondamentale risulta anche l’apporto di elementi nutritivi al terreno, che se presenti nelle giuste quantità, soddisfano il fabbisogno nutritivo delle piante e il loro ottimale sviluppo. Alcuni di questi elementi sono necessari in quantità rilevanti, come l’azoto, il fosforo, il potassio e il calcio; altri sono sufficienti in tracce, come il ferro, il manganese, lo zinco, il rame, ecc.. Poiché però l&#8217;uomo con il raccolto allontana la pianta dal terreno e con essa tutte le sostanze assorbite dall&#8217;organismo vegetale durante il suo sviluppo, occorrerà “restituire” gli elementi di fertilità con un&#8217;operazione chiamata concimazione.<br />
I concimi sono quindi sostanze che, aggiunte al terreno, lo rendono adatto ad accogliere nuove colture.<br />
I concimi possono essere di due tipi: minerali e organici; questi ultimi sono i più consigliati in orticoltura, in quanto di origine naturale; il più impiegato è il letame, in particolare quello bovino; l’unica nota dolente del concime organico è generalmente la non conoscenza precisa di quantità e tipo di elementi nutritivi contenuti, a differenza di quelli minerali. In commercio si trova oggi stallatico confezionato, adatto per orti e giardini, composto da letame bovino, equino e torba, di facile impiego, che dovrà essere utilizzato nella quantità di alcuni chilogrammi al metro quadrato.<br />
Solitamente i periodi ottimali per la concimazione sono la ripresa vegetativa (fine febbraio) e la fine dell&#8217;estate (settembre), ma mentre in primavera è utile distribuire concimi a rapido assorbimento, alle porte dell&#8217;autunno è bene limitarsi a fertilizzanti liquidi magari già dosati, giusto per creare una riserva supplementare per l&#8217;inverno. Se invece, come spesso accade, si utilizzano concimi organici, è bene distribuire una piccola quantità di letame prima dell’autunno, per poi apportarne invece una dose maggiore a fine inverno, prima di iniziare i lavori di preparazione del terreno.<br />
Gli attrezzi<br />
L’attrezzatura necessaria dipenderà dalla abilità e dalla disponibilità economica, anche se rimane sottinteso che attrezzi idonei permetteranno di facilitare tutte le operazioni nell’orto; in ogni caso, l’attrezzatura minima indispensabile dovrà essere composta da zappa, zappetta, badile, vanga e rastrello.<br />
Poi, per chi dispone di una superficie più ampia e di una discreta disponibilità economica, l’acquisto di una piccola motozappa permetterà di svolgere le lavorazioni del terreno e la preparazione del letto di semina in breve tempo e con poca fatica.<br />
Mauro Bertuzzi, laureato in Scienze e Tecnologie Agrarie presso la Facoltà di Agraria di Milano, è Presidente del </p>
<p>IRRIGARE L&#8217;ORTO: COME E QUANTO<br />
Non è possibile fare una buona orticoltura senza acqua di irrigazione. Le colture orticole sono generalmente ad apparato radicale superficiale e negli strati superiori, l&#8217;acqua scarseggia, sia a causa della percolazione, sia per effetto dell&#8217;evaporazione. Inoltre i prodotti orticoli sono ricchi di acqua e sono di migliore qualità proprio se acquosi e teneri e se crescono in fretta, vale a dire con le radici nell&#8217;umido. In condizioni di penuria idrica l&#8217;ortaggio prodottoio risulta duro e asciutto: il fagiolino tende al filamentoso o al farinoso, il sedano al fibroso, la lattuga all&#8217;amaro. Con ciò non si vuol sostenere che nelle terre dove ci sia soltanto un certo tenore di umidità naturale non si possano coltivare con soddisfazione certi ortaggi! Si possono produrre, per esempio, pomodori rossi e concentrati, magari tanto dolci da rendere addirittura appiccicose le mani delle massaie durante la preparazione della conserva e da far loro riscuotere gli elogi dei commensali. Ma sono eccezioni.Dato allora per scontato che dell&#8217;acqua dì irrigazione non se ne può fare a meno, ecco alcuni consigli su come meglio adoperarla.<br />
Tempi. Bagnate verso sera o al mattino presto, quando insomma la terra non è calda, in modo da evitare contrasti marcati di temperatura . Bagnando verso sera, le colture rimangono fresche per tutta la notte (la qual cosa nei mesi estivi è importante) e non si hanno inconvenienti di sorta. Nei mesi in cui i freddi notturni si fanno sentire, è invece preferibile bagnare al mattino. Tenete comunque presente la temperatura della vostra acqua: con le acque fredde conviene addirittura bagnare di notte, con quelle calde è possibile irrigare anche di giorno.<br />
Bagnate a intervalli ravvicinati nei terreni tendenti al sabbioso, più distanziati in quelli tendenti all&#8217;argilloso (al lìmite ogni 7 giorni). Infatti, nella sabbia l&#8217;acqua percola facilmente e finisce negli strati più profondi cosicché le radici delle colture rimangono ben presto al secco, le argille viceversa trattengono di più l&#8217;acqua in superficie. Indicazioni a cui non conviene dare eccessivo peso: saranno le colture a orientarvi sulla effettiva frequenza. Basterà osservarle. La regolarità di distribuzione è importante; con l&#8217;acqua a sbalzi le colture non progrediscono bene.<br />
Modalità. Come distribuire l&#8217;acqua nell&#8217;orto familiare? Normalmente a pioggia con apposite apparecchiature semplici e tradizionali. Semplicemente con un tubo di gomma alla cui estremità si colloca un polverizzatore (o il dito dell&#8217;operatore) e, per semenzai e piccole superfici in genere, con l&#8217;elementare, intramontabile innaffiatoio. Abbastanza frequente è inoltre la distribuzione per infiltrazione laterale. Si tratta di riempire d&#8217;acqua i solchi sui cui Iati sono le piante ortive. Va da sé che i solchi devono essere in piano, sicché se la vostra superficie è in pendio i solchi vanno fatti per traverso oppure a gradini. E&#8217; diffusa negli orti anche la sub-irrigazione o irrigazione sotterranea: l&#8217;acqua viene distribuita mediante la cosiddetta manichetta, un tubo dì plastica bucherellato. Associata alla pacciamatura è consigliabile, per certe colture, specie per la fragola. I vantaggi sono diversi: risparmio di acqua e di tempi, frutti puliti, controllo delle malerbe, che sotto la plastica nera non riescono a vivere.<br />
Qualità. Ed ora due parole sulla qualità delle acque. Quelle di fiumi e corsi d&#8217;acqua, beninteso se non inquinate da scarichi industriali, sono generalmente adatte all&#8217;irrigazione (quanto a temperatura sono calde). Le acque di pozzo provenienti da falde superficiali sono anch&#8217;esse di norma utilizzabili (inizialmente, per prudenza, fatele tuttavia analizzare). Quelle di pozzi profondi sono generalmente fredde e dure (cioè ricche di sali); in tal caso può essere conveniente, ammesso che lo si possa fare, lasciarle per qualche giorno in apposite vasche all&#8217;aperto. Le acque poi che contengono più dell&#8217;1% di sostanze minerali o che contengono solfuro o solfato dì ferro non sono utilizzabili per l&#8217;irrigazione. Le acque potabili molto spesso non vanno bene per il cloro che contengono e che danneggia le piante. Lo stesso vale per le acque &#8220;raddolcite&#8221; con sodio perché è un elemento che, a lungo andare, intossica le piante. </p>
<p>L&#8217;ORTO: SEMINA E RACCOLTO</p>
<p>Per ottenere i migliori risultati è bene conoscere, per ogni singolo ortaggio, i caratteri generali dello stesso le cure specifiche che richiede e i giusti tempi e modalità per la semina e il raccolto. Ecco le informazioni necessarie per gli ortaggi più comuni.</p>
<p>AGLIO</p>
<p>Durata media della coltivazione: 20 e più settimane<br />
Caratteri generali e cure specifiche: Necessità di calore e di poca acqua; ama un terreno profondo, ma non troppo ricco di sostanze nutritive. Se il terreno si presenta compatto o crostoso deve essere lavorato.<br />
Semina e raccolto: Per un&#8217;aiuola larga cm. 120 piantate sei file. Gli spicchi d&#8217;aglio vanno collocati ad una profondità di circa cm. 15. I periodi di semina ideali sono in aprile o in settembre/ottobre, se si vuole fare la raccolta l&#8217;anno successivo. Verso fine estate effettuate la raccolta in una giornata assolata. Intrecciate le piantine raccolte e conservatele in un luogo asciutto.</p>
<p>ASPARAGO</p>
<p>Durata media della coltivazione: 3 anni<br />
Caratteri generali e cure specifiche: Pianta perenne; preferisce i terreni sabbiosi e freschi, ma non umidi ne calcarei. Non teme il freddo.<br />
Semina e raccolto: Dai semi si ottengono le cosiddette &#8220;zampe&#8221;, da cui si sviluppano i polloni dopo circa 20 mesi; il suggerimento è di acquistare direttamente le zampe da un vivaista. Scavate delle trincee larghe circa cm. 90 e profonde cm. 40. Arricchite la terra della trincea con del concime. Deponete le zampe ad una distanza di circa cm. 40 l&#8217;una dall&#8217;altra e copritele con un leggero strato di terra. Queste operazioni vanno effettuate a fine inverno. A partire dal terzo anno potete raccogliere i polloni nel periodo maggio/giugno. In inverno tagliate tutti i fusti secchi.</p>
<p>BIETOLA DA COSTE</p>
<p>Durata media della coltivazione: 12 e più settimane<br />
Caratteri generali e cure specifiche: Viene coltivata per la consumazione delle foglie e, particolarmente delle coste lunghe e carnose.<br />
Semina e raccolto: Il terreno non deve essere concimato con letame fresco. Abbondare con il composto maturo e mantenere umido il terreno. Si associa favorevolmente con qualsiasi altro tipo di ortaggio.    In un&#8217;aiuola larga cm. 120 sistemate tre file. Distanza tra le piantine cm. 30. Periodo di semina: aprile.</p>
<p>BIETOLA DA RADICI</p>
<p>Durata media della coltivazione: 15 e più settimane<br />
Caratteri generali e cure specifiche: Questo tipo di bietola viene coltivato per il fittone che è di forma tondeggiante e di colore rossastro. Talvolta si sviluppa anche sopra il terreno.<br />
Semina e raccolto: Cinque file in cm. 120. Distanza fra le piantine cm. 15. Si semina in marzo e si raccoglie in luglio/settembre, quando le foglie cominciano ad appassire.</p>
<p>CAROTA</p>
<p>Durata media della coltivazione: 17 settimane<br />
Caratteri generali e cure specifiche: Esistono vari tipi di carota: primaticce, lente, semilente, di lunghezza media, corta e lunga. Usare terra sabbiosa o leggermente argillosa, umidificata ma non eccessivamente ricca di sostanze nutritive. Predilige il composto fresco che deve essere aggiunto alla terra già in autunno.<br />
Semina e raccolto: Da 4 (tardive) a 6 (primaticce) file per cm. 120 di aiuola. Distanziare le piantine di cm. 4 l&#8217;una dall&#8217;altra. Per la semina procedere in marzo (primaticce), ai rimi di aprile (medie) e giugno/luglio (tardive).</p>
<p>CAVOLFIORE</p>
<p>Durata media della coltivazione: 16 settimane<br />
Caratteri generali e cure specifiche: Esistono varietà precoci e tardive. Necessita di molta acqua e di un terreno friabile e ricco di sostanze nutritive. Non resiste al freddo, quindi in inverno occorre un&#8217;adeguata protezione.<br />
Semina e raccolto: Due file su cm. 120. Distanza tra le piante: cm. 50. Le semine della varietà precoce devono essere effettuate in cassone già in febbraio, mentre quella tardiva deve essere messa a dimora in aprile/luglio.</p>
<p>CAVOLINI DI BRUXELLES</p>
<p>Durata media della coltivazione: 18 e più settimane<br />
Caratteri generali e cure specifiche: Non necessita di grandi dosi di sostanze nutritive. Resiste al freddo che, anzi, ne migliora il sapore e la digeribilità.<br />
Semina e raccolto: Tre file su cm.120 di aiuola. Distanza delle piante: cm. 50. Seminare a partire dai primi di maggio nell&#8217;apposita aiuola da semina e trasferire nell&#8217;orto dopo cinque settimane. Non mettere a dimora prima di giugno. Il raccolto si protrarrà per tutto l&#8217;inverno.</p>
<p>CAVOLO ROSSO, VERZA</p>
<p>Durata media della coltivazione: Specie rapide 10 settimane. Specie lente 20 settimane.<br />
Caratteri generali e cure specifiche: Necessita di grandi quantità di sostanze nutritive e di molta acqua. Soffre il gelo.<br />
Semina e raccolto: 2/3 file in cm. 120. Distanza tra le piante: cm. 40/60. Semina delle varietà precoci in febbraio e messa a dimora ad aprile. E&#8217; possibile anche il cosiddetto &#8220;sverno&#8221;, cioè semina ad agosto e messa a dimora in ottobre o all&#8217;inizio della primavera. Raccolti a seconda del procedimento adottato, per tutta l&#8217;estate o per tutto l&#8217;autunno.</p>
<p>CETRIOLO</p>
<p>Durata media della coltivazione: 12 settimane<br />
Caratteri generali e cure specifiche: Piuttosto delicato, richiede una temperatura mite (quella del terreno non dovrebbe essere inferiore ai 10 gradi). Necessita di molte sostanze nutritive e di molta acqua, ma non sopporta un&#8217;alta concentrazione di sali minerali.<br />
Semina e raccolto: Distanza tra le piante cm. 40/45. Semina a metà maggio.</p>
<p>CIPOLLA</p>
<p>Durata media della coltivazione: 16 e più settimane<br />
Caratteri generali e cure specifiche: Ama un terreno leggero, non sabbioso, caldo, asciutto e soffice.<br />
Semina e raccolto: Sei file in cm. 120 di aiuola. Distanza tra le piante: cm. 5/15. Si possono praticare due tipi di colture: quella primaverile (metà marzo) per raccogliere i bulbi alla fine dell&#8217;estate e quella autunnale per raccogliere i bulbi la primavera seguente.</p>
<p>FAGIOLO NANO</p>
<p>Durata media della coltivazione: 10 settimane<br />
Caratteri generali e cure specifiche: Non sopporta il freddo e ha bisogno di un terreno soffice e di molta acqua.<br />
Semina e raccolto: 2/3 file per cm.120. Distanza tra le piante: cm. 8. La semina si svolge da metà maggio fino alla fine di luglio. Raccogliete presto i primi fagioli per favorire nuove crescite.</p>
<p>FAGIOLO RAMPICANTE</p>
<p>Durata media della coltivazione: 18 settimane<br />
Caratteri generali e cure specifiche: Necessità di molto sole e di terreno ricco di elementi nutritivi.<br />
Semina e raccolto: Due file per cm. 120 di aiuola. Distanza tra le piante: cm. 80. Seminate a tempi distanziati per avere raccolti a diverse scadenze.</p>
<p>FAVA </p>
<p>Durata media della coltivazione: 15 settimane<br />
Caratteri generali e cure specifiche: Piuttosto resistente al freddo. Sopporta i terreni calcarei e ama i luoghi ventosi.<br />
Semina e raccolto: Tre file in cm. 120. Distanza tra le piante: cm. 20. Seminare a partire dai primi di marzo.</p>
<p>FINOCCHIO</p>
<p>Durata media della coltivazione: 14 settimane<br />
Caratteri generali e cure specifiche: E&#8217; una piante esigente e necessita di calore, di un terreno soffice e ricco di elementi nutritivi. Deve essere sempre innaffiato e mantenuto libero da erbe nocive.<br />
Semina e raccolto: 3-4 file in cm. 120. Distanza tra le piante: cm. 25. La semina va da fine giugno ai primi di luglio.  La raccolta in ottobre. Un autunno freddo può impedire la crescita.</p>
<p>INDIVIA ESTIVA E INVERNALE</p>
<p>Durata media della coltivazione: 10 settimane<br />
Caratteri generali e cure specifiche: Ama un terreno ben concimato e necessita di molta acqua.<br />
Semina e raccolto: 4 file in cm. 120. Distanza tra le piante: cm. 20. Seminare l&#8217;indivia estiva tra maggio e giugno. Quella invernale ai primi di luglio.</p>
<p>LATTUGA</p>
<p>Durata media della coltivazione: 6 settimane<br />
Caratteri generali e cure specifiche: Ama un terreno profondo e ricco di humus, mantenuto costantemente umido.<br />
Semina e raccolto: 4 (tardive) o 6 (primaticce) in cm. 120. Distanza: cm. 20 (primaticce), cm. 70 (tardive). Semina da febbraio fino agli inizi di luglio. Seminando ogni 14 giorni si può raccogliere l&#8217;insalata in modo continuativo sino al tardo autunno. L&#8217;insalata invernale può essere messa a dimora anche in settembre, coprendola con terra compostata e sterpaglie.</p>
<p>MELANZANA</p>
<p>Durata media della coltivazione: 20 settimane<br />
Caratteri generali e cure specifiche: Preferisce terreni di medio impasto, profondi e tendenti allo sciolto, piuttosto fertili e ben areati. Sensibilissima al freddo. Per i primi periodi di germinazione è indispensabile una temperatura superiore ai 15°C.<br />
Semina e raccolto: Due file in cm. 120. Distanza tra le piante: cm. 50/60. La semina si effettua a marzo in un cassone; si metterà a dimora in seguito, quando le piantine saranno germogliate e sarà terminata la stagione fredda (maggio/giugno). La raccolta comincia in estate e si protrae fino a ottobre.</p>
<p>PATATA</p>
<p>Durata media della coltivazione: 16 settimane<br />
Caratteri generali e cure specifiche: Esistono numerose specie: precoci, semiprecoci, tardive. E&#8217; adatto un terreno medio-pesante. Generalmente si coltiva quella precoce.<br />
Semina e raccolto: 2 file in cm. 120. Distanza tra le piante: cm. 40 (precoci), cm. 60 (tardive). Piantare ai primi giorni di aprile le precoci e ai primi di maggio le tardive. Si raccolgono dopo che la parte verde è appassita.</p>
<p>PEPERONE</p>
<p>Durata media della coltivazione: 8 e più settimane<br />
Caratteri generali e cure specifiche: Predilige le zone calde. Il terreno deve essere fertile, ben esposto, tendente allo sciolto e umido.<br />
Semina e raccolto: 2 file per aiuole da cm. 120. Distanza tra le piante: cm. 60. Si seminano in vasetti otto settimane prima dell&#8217;ultima prevedibile brinata e si trapiantano nell&#8217;orto quando la temperatura esterna ha raggiunto una media minima di 13°C.</p>
<p>PISELLO</p>
<p>Durata media della coltivazione: 10 settimane<br />
Caratteri generali e cure specifiche: Il terreno più adatto è quello tiepido, leggero e calcareo.<br />
Semina e raccolto: Due file per cm. 120 di aiuola. Distanza tra le piante: cm. _. Seminare da metà marzo fino a luglio.</p>
<p>POMODORO</p>
<p>Durata media della coltivazione: 16 settimane<br />
Caratteri generali e cure specifiche: Pianta assai esigente, necessità di molto calore. Sistematela in un punto rivolto a sud. Non è necessario comprenderla nella rotazione perché può ricrescere tranquillamente nello stesso luogo senza impoverire il terreno. Poiché le sue radici scendono molto a fondo, necessita di un terreno ricco di sostanze nutritive. In autunno aggiungete al terreno del concime. La pianta ha bisogno di un sufficiente tasso di umidità ma, quando innaffiate, prestate attenzione a non bagnare le foglie.<br />
Semina e raccolto: Quattro file per cm. 120 di aiuola. Distanza tra le piante: cm. 60/80. Seminatele in cassetta nella seconda metà di marzo e trapiantate a dimora verso metà maggio. Aiutate le piantine legandole a paletti di sostegno alti cm. 180 circa. Settimanalmente assicurate le ramificazioni con corda o raffia.</p>
<p>PORRO</p>
<p>Durata media della coltivazione: 20 e più settimane<br />
Caratteri generali e cure specifiche: Ama un terreno argilloso e ricco di humus. Sia la varietà estiva che quella invernale sono resistenti al gelo.<br />
Semina e raccolto: Quattro file per cm. 120 di aiuola. Seminare in cassetta a metà marzo e mettere a dimora in maggio, in buche profonde cm. 15. I porri invernali possono essere seminati all&#8217;aperto in giugno e messi a dimora verso i primi giorni di agosto.</p>
<p>RADICCHIO (CICORIA)</p>
<p>Durata media della coltivazione: 16 settimane<br />
Caratteri generali e cure specifiche: E&#8217; un tipo di insalata forte, alta e con la radice a fittone. Le qualità più diffuse sono il radicchio rosso, la catalogna e la cicoria di Bruxelles. E&#8217; una verdura invernale.<br />
Semina e raccolto: Quattro file per cm. 120. Distanza tra le piante: cm. 30. Si semina da metà giugno a metà luglio. Sopporta il freddo invernale, se ben protetta può stare anche all&#8217;aperto.</p>
<p>RAVANELLO</p>
<p>Durata media della coltivazione: Da 5 a 8 settimane<br />
Caratteri generali e cure specifiche: E&#8217; molto adatto per essere piantato ai bordi delle aiuole.<br />
Semina e raccolto: Sei file per cm. 120 di aiuola. Si semina a partire da febbraio, in cassette e messa a dimora dai primi giorni di aprile in poi.</p>
<p>SEDANO DA COSTE</p>
<p>Durata media della coltivazione: 21 settimane<br />
Caratteri generali e cure specifiche: Coltivato per le bianche coste, aromatiche, saporite e croccanti. Si coltiva in trincea e in superficie. La coltura in trincea utilizza la rincalzatura per l&#8217;imbiancamento delle coste. Produce da novembre a marzo. Quella in superficie teme il gelo e richiede una semina precoce e la raccolta entro ottobre. Ha bisogno di terriccio ricco di sostanze calcaree e di humus. Consuma molto potassio, quindi aggiungete della cenere di legna al concime; allo stesso modo, per soddisfare la sua esigenza di cloro, spargete sul terreno piccole dosi di sale da cucina. Nella rotazione piantare non più di una volta ogni 4 anni. Innaffiare abbondantemente ma solo con il bel tempo.<br />
Semina e raccolto: Per la coltivazione in trincea scavare un solco largo cm. 40 e profondo cm. 35. Riempite il fondo con terriccio ben degradato e concime per cm. 20. Ricoprite con uno strato di alcuni centimetri della terra asportata dalla trincea. Tra maggio e giugno le piantine (che avrete seminato in cassone, al caldo, all&#8217;inizio di marzo) vanno messe a dimora nella trincea a cm. 30 di distanza l&#8217;una dall&#8217;altra. Tenere sempre l&#8217;impianto ben umido. Dopo 3 mesi rincalzare con la terra della trincea fino alla base delle foglie e a distanza di 3 settimane rincalzare ancora due volte, senza mai superare la base delle foglie, che progressivamente si allungheranno. L&#8217;imbiancamento dura da 3 a 8 settimane dal primo rincalzo.Per la coltivazione in superficie le piantine vanno messe a dimora entro maggio a cm. 25 di distanza l&#8217;una dall&#8217;altra. Non vanno rincalzate.</p>
<p>SEDANO DI VERONA (O SEDANO RAPA)</p>
<p>Durata media della coltivazione: 21 settimane<br />
Caratteri generali e cure specifiche: E&#8217; una varietà di sedano coltivato per la sua radice voluminosa. Le indicazioni sono analoghe a quelle per il sedano a coste: terra fertile, ben drenata, ricca di composto maturo e di terriccio ben degradato.<br />
Semina e raccolto: Tra febbraio e marzo si semina in cassoni a freddo. I semi non vanno interrati. Si mette a dimora a fine maggio. Il colletto deve rimanere fuori dalla terra. Il tubero continua a crescere fino a novembre, ma va raccolto comunque prima del gelo.</p>
<p>SPINACIO</p>
<p>Durata media della coltivazione: 12 e più settimane<br />
Caratteri generali e cure specifiche: Ama un terreno unificato e ricco di calcio. Richiede molto composto maturo. Nella rotazione delle colture bisogna evitare di seminare gli spinaci in prossimità della rapa rossa o della bietola da coste.<br />
Semina e raccolto: Sei file in cm. 120 di aiuola. Se la semina viene fatta in agosto si otterranno spinci autunnali; se fatta in settembre, si avranno spinaci invernali con raccolto in primavera.</p>
<p>ZUCCA</p>
<p>Durata media della coltivazione: 22 settimane<br />
Caratteri generali e cure specifiche: Ama il calore e l&#8217;acqua e ha un alto fabbisogno di sostanze nutritive.<br />
Semina e raccolto: Ogni pianta necessita di uno spazio di circa 3 metri quadrati. Si semina ai primi di maggio e, con un autunno soleggiato, il frutto cresce fino ad ottobre. Il raccolto deve essere effettuato comunque prima delle gelate invernali.</p>
<p>ZUCCHINA</p>
<p>Durata media della coltivazione: 16 settimane<br />
Caratteri generali e cure specifiche: Ha esigenze analoghe a quelle della zucca. A differenza di questa però è meno esigente per il calore della temperatura, quindi è più facile da coltivare. Preparate il terreno con concime e composto fresco. Si proteggono i frutti maturi dalle lumache adagiandoli su uno strato di paglia.<br />
Semina e raccolto: Una fila per cm. 120 di aiuola. Da aprile seminare in semenzaio; i trapianti si effettuano in maggio. Durante la semina adagiate da 1 a 3 semi per solco; successivamente conserverete solo la piantina più forte eliminando le altre. Il frutto si raccoglie quando ha raggiunto una lunghezza di circa cm. 20, in modo da poter poi effettuare diversi raccolti. In caso contrario la zucchina continuerà nella sua crescita fino a raggiungere dimensioni anche molto importanti.</p>
<p>L&#8217;ORTO: COME REALIZZARLO</p>
<p>La preparazione del terreno per realizzare l&#8217;orto è identica a quella descritta per il prato con la differenza che, nel caso dell&#8217;orto, occorre dividere la superficie in rettangoli (aiuole), ciascuno dei quali sarà dedicato ad una coltura. La grandezza di queste aiuole dipenderà ovviamente da quanto spazio si intende dedicare ad un ortaggio rispetto ad un altro. Per ben eseguire questo lavoro è consigliabile tendere delle cordicelle e seguirle con la pala facendo piccoli scavi divisori. </p>
<p>Per la semina è sempre consigliabile usare semi nuovi e non riutilizzare quelli dell&#8217;anno precedente, a meno che non siano ancora confezionati e sulla confezione sia riportata la data di scadenza. Se la semina avviene in tarda primavera o addirittura in estate è bene bagnare il terreno 24 ore prima. A questo punto si può procedere con una piccola zappetta, facendo uno scavo lungo quanto l&#8217;aiuola prescelta e largo poco più della larghezza dei semi che si intendono piantare. In questo piccolo filare devono essere posizionati i semi che, nel caso siano grossi (fagioli, fave, ecc.), devono essere posati uno a uno, se invece le loro dimensioni sono ridotte (insalata, basilico, ecc.) devono essere presi nel palmo della mano stretta a pugno e fatti scivolare tra pollice e indice ripiegato. </p>
<p>Per ricoprire i semi si può utilizzare la stessa zappetta, o anche semplicemente il palmo della mano, avendo cura di agire con la massima delicatezza. Infine, al tramonto del sole si deve procedere con una buona bagnatura a pioggia, operazione che andrà ripetuta tutti i giorni. L&#8217;orto deve essere bagnato tutti i giorni, senza esagerare con la quantità d&#8217;acqua. Alla prima crescita bisogna sfoltire la coltura per evitare che le piantine si soffochino l&#8217;un l&#8217;altra; bisogna procedere con l&#8217;estirpazione di quelle malate o imperfette, facendo però attenzione perché le radici potrebbero essersi intrecciate con quelle delle piantine adiacenti.</p>
<p>Quando si procede con la decisione di quali aiuole destinare alle diverse colture, bisogna tenere conto dei problemi legati alla &#8220;consociazione&#8221; dei vari tipi di ortaggi e di erbe. E&#8217; stato verificato che la vicinanza di alcuni ortaggi aumenta la velocità dello sviluppo, le dimensioni e la qualità dei frutti. I più scettici possono verificare l&#8217;antica tecnica della consociazione seminando due file di ravanelli, alternate rispettivamente da una fila di crescione e da una di cerfoglio. La differenza del sapore dei ravanelli che cresceranno sarà impressionante: mentre quelli cresciuti vicino al cerfoglio risulteranno molto piccanti, quelli vicino al crescione saranno saporiti, ma delicati. </p>
<p>Questa stessa tecnica consente di arginare anche il problema di alcuni parassiti, per esempio: la combinazione tra carote e cipolle è eccellente sia per la qualità finale dei frutti, che perché la cipolla tiene lontana la mosca della carota e la carota fa lo stesso con i parassiti della cipolla. Sulla base di questo principio ci sono anche alcune erbe con un odore assolutamente repellente per gli insetti e che, se piantate intorno alle aiuole da proteggere o all&#8217;intero orto, danno un importante contributo alla lotta contro i parassiti. Il basilico, per esempio, respinge mosche e zanzare; la menta tiene lontana la cavolaia; il lino allontana le dorifere dalle patate.</p>
<p>L&#8217;ORTO: LA CONSOCIAZIONE TRA GLI ORTAGGI</p>
<p>Quando si decide quali ortaggi coltivare nel proprio orto bisogna tenere conto dei problemi legati alla &#8220;consociazione&#8221; dei vari tipi di ortaggi e di erbe. E&#8217; stato verificato che la vicinanza di alcuni ortaggi aumenta la velocità dello sviluppo, le dimensioni e la qualità dei frutti. I più scettici possono verificare l&#8217;antica tecnica della consociazione seminando due file di ravanelli, alternate rispettivamente da una fila di crescione e da una di cerfoglio. La differenza del sapore dei ravanelli che cresceranno sarà impressionante: mentre quelli cresciuti vicino al cerfoglio risulteranno molto piccanti, quelli vicino al crescione saranno saporiti, ma delicati.<br />
Ortaggi	 Consociabili	Non consociabili<br />
Asparagi 	Pomodori, prezzemolo, basilico 	=<br />
Barbabietole 	Cipolle, ravanelli, cavoli, rape 	Fagioli rampicanti<br />
Carote	Cipolle, ravanelli, piselli, lattuga, cicoria, porri, rosmarino, salvia, pomodori 	Aneto<br />
Cavoli 	Barbabietole, cetrioli, fagioli rampicanti, fagioli nani, fragole, lattuga, piselli, pomodori, porri, spinaci, ravanelli, sedani 	Aglio, cipolle, patate<br />
Cetrioli 	Cavoli, fagioli, granturco, piselli, ravanelli, girasoli, finocchi 	Patate, erbe aromatiche<br />
Cicoria 	Carote, fagioli rampicanti, lattuga, finocchi, pomodori 	=<br />
Cipolle e aglio 	Zucchine, barbabietole, fragole, pomodori, lattuga, camomilla 	Piselli, fagioli, cavoli<br />
Erba cipollina 	Carote 	Piselli, fagioli<br />
Fagioli 	Patate, carote, cetrioli, cavoli 	Cipolla, aglio, gladioli<br />
Fagioli rampicanti 	Zucchine, ravanelli, cicoria, cavoli, granturco, santoreggia 	Cipolle, barbabietole, finocchi, girasoli<br />
Fagiolini nani 	Cavoli, ravanelli, patate, cetrioli, granturco, fragole, sedani, santoreggia 	Cipolle, barbabietole, finocchi, girasoli<br />
Finocchi	Cetrioli, cicoria, lattuga, piselli 	Fagioli rampicanti, fagiolini nani<br />
Fragole 	Ravanelli, fagiolini nani, spinaci, lattuga, cavoli 	=<br />
Girasole 	Cetrioli 	Patate<br />
Granturco 	Patate, piselli, fagioli, cetrioli, zucca, zucchine 	=<br />
Lattuga 	Cicoria, finocchi, cavoli, carote, ravanelli, fragole, cetrioli 	Prezzemolo<br />
Melanzane 	Fagioli 	=<br />
Patate 	Fagioli, granturco, rafani, calendule, melanzane 	Zucche, cetrioli, girasoli, cavoli, pomodori, lamponi<br />
Piselli 	Finocchi, carote, rape, ravanelli, cetrioli, granturco, fagioli, cavoli 	Cipolle, aglio, gladioli, patate<br />
Pomodori 	Cavoli, ravanelli, cicoria, cipolle, prezzemolo, asparagi, calendule, carote 	Cavoli, rapre, patate, finocchi<br />
Porri 	Cipolle, cavoli, sedani, carote 	=<br />
Prezzemolo 	Ravanelli, pomodori, asparagi 	Lattuga<br />
Rape 	Piselli 	=<br />
Ravanelli 	Cavoli, barbabietole, fagioli rampicanti, fagiolini nani, fragole, lattuga, piselli, pomodori, spinaci, prezzemolo, cetrioli 	=<br />
Sedani 	Porri, pomodori, fagiolini nani, cavoli 	=<br />
Spinaci 	Fragole, cavoli, ravanelli 	=<br />
Zucca 	Granturco, nasturzi 	Patate<br />
Zucchine 	Cipolle, fagioli rampicanti 	= </p>
<p>COLTIVARE IL POMODORO</p>
<p>La pianta di pomodoro è tra quelle che danno la maggiore soddisfazione. Esistono svariate specie di pomodori: da quelli a ciliegina, ai cuori di bue, ai perini e molte altre ancora. Potrete scegliere la specie che più vi piace dal vivaista presso cui acquisterete le piantine da interrare, il che potrà avvenire verso la fine di marzo, oppure, più facilmente, in aprile, cioè quando la temperatura primaverile si sarà stabilizzata. Si può partire nella coltivazione della pianta di pomodoro anche dal seme, ma per un orto di casa non è consigliabile: le piantine che si trovano dai vivaisti sono poco costose, ben robuste e pronte per essere interrate.</p>
<p>Il pomodoro ama il sole e un terreno ben fertilizzato. Per questo esistono fertilizzanti specifici per il pomodoro che potrete mettere sul fondo della buca che ospiterà la piantina. Quando interrate la piantina, anche se ovviamente piccola, prevedete sin dall’inizio un sostegno robusto e alto almeno 1 metro e mezzo; questo perché la pianta di pomodoro può avere uno sviluppo sorprendente ed è quindi necessario sostenerla al meglio.</p>
<p>Quando interrate le piantine di pomodoro abbondate con l’acqua, successivamente, cioè quando le nuove radici cominciano a formarsi e si manifesta un nuovo sviluppo, diminuite drasticamente la quantità di acqua ma siate regolari nella somministrazione: durante il caldo estivo è bene dare acqua tutti i giorni.</p>
<p>Un’operazione molto importante da eseguire man mano che la pianta si sviluppa è quella della cosiddetta sfemminellatura. Si tratta di eliminare, usando semplicemente le dita, i germogli ascellari, facilmente riconoscibili perché nascono alla base di una ramificazione già esistente, dando luogo allo sdoppiamento del ramo stesso. Se questi germogli non vengono eliminati si ha uno sviluppo esagerato della parte verde con conseguente appesantimento della pianta, che può raddoppiare in dimensioni, e sottrazione di risorse al corretto sviluppo della piante e dei frutti.<br />
COLTIVARE IL PREZZEMOLO</p>
<p>Il prezzemolo è una pianta biennale originaria del mediterraneo dove cresce spontaneamente. Per offrire il suo meglio necessita di terreni fertili e ben drenati, per questo è bene prima della semina, lavorare a fondo il terreno, soprattutto se particolarmente compatto e concimarlo. Il prezzemolo può essere coltivato sia in pieno sole che in mezzombra. </p>
<p>Se il prezzemolo viene seminato in vaso, si può procedere all’inizio della primavera, avendo cura di mantenere la terra ben umida e a una temperatura di 18°. In questo modo in una quindicina di giorni vedrete già i primi germogli, se la temperatura è inferiore la crescita sarà più lenta. Nel caso si voglia invece seminare direttamente nell’orto bisognerà aspettare la fine di marzo, o comunque quando si è certi che la temperatura ambiente non scenderà più sotto i 7°. </p>
<p>Dopo circa un paio di mesi dalla semina si può iniziare i primi tagli avendo cura di lasciare sempre qualche centimetro di fusto, in modo che possa ricrescere consentendo altri raccolti. Il prezzemolo cresce molto velocemente e quindi permette diversi tagli nel corso dell’anno. Proprio per la sua forte crescita sarà necessario sfoltirlo saltuariamente lasciando una ventina di centimetri da un cespo e l’altro.</p>
<p>Il prezzemolo deve essere consumato fresco. Ciò che non riuscirete ad utilizzare fresco surgelatelo, sia in foglie intere oppure già tritato. Non essiccatelo perché perderebbe tutto il suo profumo.</p>
<p>COLTIVARE IL BASILICO</p>
<p>La piantina di basilico nell’orto o in un vaso sul balcone non può mancare in nessuna casa. Il basilico ha bisogno di un clima caldo e soleggiato per esprimere il meglio di se stesso, quindi in Italia può essere coltivato in qualsiasi regione. Lo trovate pronto per essere interrato dai vivaisti, nei garden center e spesso anche dagli ortolani nei mesi di aprile o maggio (dipende dall’andamento climatico). Il basilico preferisce un suolo fresco e ben drenato, in una situazione riparata dal vento e che sia il più possibile esposta al sole. Richiede di buone quantità d’acqua praticamente ogni giorno. </p>
<p>Nel caso voleste cimentarvi nella sua coltivazione a partire dal seme, dovrete interrare i semi in un vaso all’inizio della primavera, quindi alla fine del mese di marzo, e tenere il vaso in serra oppure in casa perché il basilico, per la germinazione ha bisogno di una temperatura intorno ai 20 gradi. La piantina che crescerà andrà poi interrata verso aprile o maggio, cioè quando la temperatura si sarà alzata e non esisterà più il pericolo di gelate. Tenete sempre conto che il basilico non resiste a temperature inferiori ai 10 gradi.</p>
<p>COLTIVARE LA SALVIA</p>
<p>La salvia che siamo abituati ad usare in cucina è la officinalis o salvia comune. Quando scegliete la piantina per la vostra coltivazione in giardino a in vaso tenete conto che la salvia officinalis albiflora, cioè la migliore per l’uso in cucina, nel momento della fioritura si presenta con fiori bianchi. Se noterete dei fiori rossi significa che si tratta di salvia officinalis purpurescens, comunque utilizzabile in cucina anche se ha le foglie più dure della albiflora: è particolarmente adatta per decotti e tisane.</p>
<p>La salvia è una pianta perenne che nel tempo trasforma il suo fusto da verde in legnoso, molto ramificato e in grado di raggiungere fino al metro di altezza, diventando così un bellissimo cespuglio decorativo e profumato per il vostro giardino. E’ una pianta robusta che ama il sole e il caldo, anche se riesce tranquillamente a sopravvivere all’inverno, soprattutto se avrete l’accortezza di proteggere le radici mettendo intorno alla pianta dei pezzi di corteccia. Naturalmente tutto ciò è possibile ad altitudini inferiori ai 700 metri sul livello del mare: in montagna ci si dovrà accontentare della sua coltivazione estiva.</p>
<p>La salvia preferisce terreni neutri o leggermente calcarei e sabbiosi, molto permeabili in modo da favorire un buon drenaggio e una buona circolazione dell&#8217;aria. Non ama i terreni acidi e pesanti. Non necessita di grandi quantità di acqua, anzi resiste bene anche alla siccità. Quando la innaffiate abbiate cura di non esagerare e soprattutto di non creare ristagni d’acqua nel terreno intorno alla pianta, perché questi sono la principale causa della morte della pianta di salvia. Tra un’annaffiatura e l’altra lasciate asciugare la terra.</p>
<p>COME ELIMINARE LE FORMICHE DA ORTO E GIARDINO</p>
<p>Le formiche se in casa risultano essere una noiosa compagnia, nell&#8217;orto e nel giardino possono invece arrecare danni anche gravi. Le formiche sono in grado di rubare i semi da poco messi a dimora, di rodere le piantine più giovani e, soprattutto di trasportare all&#8217;interno delle nostre colture gli afidi, che le formiche proteggono amorevolmente in quanto produttori della &#8220;melata&#8221; una sostanza zuccherina di cui vanno ghiotte.</p>
<p>Per proteggere il nostro orto e il nostro giardino dalle formiche si possono adottare diversi espedienti. Un tempo si diceva che una lavorazione profonda del terreno riusciva a distruggere i nidi, in realtà non è del tutto vero, anche se certamente male non fa. Certamente un intervento fondamentale è quello che prevede la potatura bassa della chioma degli alberi, degli arbusti e delle piantine in generale in modo da evitare che i rami tocchino il suolo o si tocchino tra pianta e pianta, facendo così da ponte e agevolando il percorso delle formiche.</p>
<p>Per tenere lontane le formiche, e quindi gli afidi, dall&#8217;orto o dalle piante (in particolare dalle rose) si possono seminare delle bordure di lavanda, maggiorana, tenaceto, lattughino oppure assenzio. Tutte piante il cui odore risulta repellente per le formiche.</p>
<p>Un altro metodo tradizionale nella lotta alle formiche consiste nel posizionare nei pressi dell&#8217;orto, o delle colture da proteggere, dei vasi in terracotta rovesciati. Le formiche saranno attratte dal calore che si sviluppa all&#8217;interno dei vasi  e vi costruiranno il loro nido, peraltro al riparo dalle intemperie (secondo fattore importante di scelta). Una volta che le formiche si saranno insediate nei vasi sarà facile rimuoverle e trasportarle dove non avranno la possibilità di fare danni.</p>
<p>Se l&#8217;infestazione è particolarmente importante si dovrà ricorrere ai prodotti disinfestanti chimici che troverete in commercio. In questo caso leggete con attenzione le istruzioni e fatevi consigliare da un esperto.</p>
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		<title>REGOLAMENTO DELL&#8217;ORTO SOLIDALE</title>
		<link>http://ortosolidale.wordpress.com/2010/03/07/regolamento/</link>
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		<pubDate>Sun, 07 Mar 2010 17:39:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ortosolidale</dc:creator>
				<category><![CDATA[MESSAGGI AGLI ORTOLANI]]></category>

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		<description><![CDATA[REGOLAMENTO PER LA GESTIONE DELL’ Orto Solidale Art. 1 L’Associazione ONLUS Volontari La Cometa promuove l’organizzazione di un Orto Urbano  con finalità educative e solidali. La superficie destinata alla coltivazione è fornita a titolo gratuito dalla proprietà della Congregazione delle Suore Ospedaliere della Misericordia. Art. 2 La Gestione dell’Orto è demandata ad una Commissione composta [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=ortosolidale.wordpress.com&amp;blog=12455625&amp;post=6&amp;subd=ortosolidale&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>REGOLAMENTO PER LA GESTIONE </strong></p>
<p><strong>DELL’ </strong></p>
<p>Orto Solidale<strong> </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>Art. 1 </strong><br />
L’Associazione ONLUS Volontari La Cometa promuove l’organizzazione di un Orto Urbano  con finalità educative e solidali. La superficie destinata alla coltivazione è fornita a titolo gratuito dalla proprietà della Congregazione delle Suore Ospedaliere della Misericordia.</p>
<p><strong>Art. 2</strong><br />
La Gestione dell’Orto è demandata ad una Commissione composta da tre rappresentanti (coordinatore, Segretario, Tesorieie) nominata dalla Associazione che sovrintende all’assegnazione delle superfici ed al rispetto del presente regolamento.</p>
<p><strong>Ar. 3 </strong><br />
I partecipanti all’attività potranno richiedere l’assegnazione di un campo di superficie pari a 30 mq circa. Di norma i campi sono assegnati a due partecipanti. La superficie, sarà coltivata sotto la responsabilità di ciascun assegnatario. Quest’ultimo, al momento della presa in carico si impegna al rispetto integrale del presente regolamento e a tenere indenne l’Associazione la Cometa e la proprietà da qualsiasi danno a cose e/a persone che dovessero derivare dalla partecipazione delle attività di coltivazione. Le piazzole non sono recintate ma contraddistinte da paline con l’indicazione del numero di lotto.</p>
<p><strong>Art. 4 </strong><br />
Per favorire lo svolgimento dell’attività l’Associazione La Cometa fornirà alle famiglie partecipanti:</p>
<p>-       la possibilità di acqua per usi irrigui</p>
<p>-       la lavorazione di base del terreno (motozappatura e fresatura)</p>
<p>-       il tutoraggio di un orticoltore esperto</p>
<p>-       la possibilità di acquisto a prezzi agevolati di piantine da trapianto, bulbi,  sementi e mezzi tecnici (fertilizzanti, antiparassitari naturali)</p>
<p>-       la disponibilità in numero limitato di attrezzature di base fornita in prestito per un tempo limitato</p>
<p>-       la possibilità di un locale spogliatorio e per il ricovero attrezzi. Ciascun attrezzo dovrà recare visibile una sigla del nome del proprietario e/o del numero della piazzola</p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong> Art. 5</strong><br />
Gli orti assegnati debbono essere coltivati direttamente dagli assegnatari, che non potranno avvalersi di mano d’opera retribuita per la coltivazione del lotto di terreno. Possono contribuire alla conduzione dell’appezzamento anche i familiari. Ad ogni nucleo familiare non sarà concesso più di un lotto.</p>
<p><strong>Art. 6</strong><br />
La concessione dell’orto avrà durata annuale (dal 1°gennaio al 31 dicembre)  ed alla scadenza potrà essere rinnovata tacitamente di anno in anno. La commissione provvede di norma all’assegnazione entro il 30 novembre dell’anno precedente all’attività, ma questa potrà anche avvenire nel corso dell’anno per i partecipanti che faranno richiesta successivamente. Nel caso di rinuncia e/o di mancato rinnovo l’assegnatario dovrà rilasciare il terreno libero e vacuo da persone e cose, mentre rimarranno a beneficio del fondo i lavori, gli impianti e le colture eseguite durante il periodo della concessione, senza che il proprietario sia tenuto a corrispondere indennità o compenso alcuno.</p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>Art. 7 </strong><br />
L’orto non è cedibile né trasmissibile a terzi a nessun titolo. In caso di rinuncia da parte degli assegnatari, il lotto libero viene assegnato dalla Commissione secondo i criteri sopra enunciati.</p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>Art. 8 </strong><br />
Gli assegnatari sono tenuti a rispettare i limiti del terreno loro concesso. Il concessionario dell’area non potrà svolgere sul terreno attività diversa da quella della coltivazione orticola, floricola e frutticola. In ogni caso la produzione ricavata non potrà dare adito ad attività commerciale o a scopo di lucro, ma sarà rivolta unicamente alla produzione per uso proprio e dell’ambito familiare e per scopo di solidarietà.<br />
<strong> </strong></p>
<p><strong>Art. 9 </strong><br />
Ciascun assegnatario si impegna a sostenere  le attività solidali dell’Associazione La Cometa ONLUS. Ogni anno la Commissione suggerisce ai partecipanti un contributo orientativo da devolvere alla ONLUS.</p>
<p><strong>Art. 10 </strong></p>
<p>I partecipanti e le loro famiglie a cui verranno assegnati gli orti si impegnano a rispettare tutte le norme previste dal presente regolamento ed in particolare a:</p>
<ul>
<li>mantenere l’orto assegnato curato,      ordinato ed in stato decoroso;</li>
<li>riporre i materiali di scarto negli      appositi luoghi e contenitori</li>
<li>avere cura che nel caso di trattamenti      fitosanitari questi non danneggino le latre coltivazioni in atto</li>
<li>seminare o impiantare specie vegetali      allergeniche o che possano recare pericolo agli altri partecipanti</li>
<li>mantenere un comportamento cortese e      solidale nei confronti degli altri fruitori, impegnandosi per la buona      riuscita dell’iniziativa anche per la manutenzione degli spazi comuni, per      aiutare i colleghi nel lavoro e per raggiungere al meglio gli scopi del      progetto</li>
<li>è fatto divieto alla costruzione      abusiva di ricoveri, capanni e similari;</li>
<li>non recintare il lotto assegnato</li>
<li>tenere pulite ed in buono stato di      manutenzione le parti comuni, viottoli e fossetti di scolo;</li>
<li>non danneggiare in alcun modo altri      orti;</li>
<li>non danneggiare e fare buon uso del      sistema di irrigazione</li>
<li>non svolgere attraverso l’orto      assegnato attività di lucro;</li>
<li>non accedere alla zona orti con auto e      motocicli, e veicoli se non espressamente autorizzati</li>
<li>non scaricare materiali anche se non      inquinanti;</li>
<li>non bruciare e/o smaltire erbe      infestanti, potature e/o residui della coltivazione;</li>
<li>accedere all’orto al di fuori degli      orari consentiti:</li>
<li>introdurre cani o altri animali negli orti;      sono altresì vietati gli allevamenti salvo quelli espressamente      consentiti;</li>
<li>le coperture in plastica, ad uso serra,      sono ammissibili nella misura in cui non diano origine a strutture stabili      ed indecorose e devono comunque essere preventivamente autorizzate dalla      Commissione.</li>
</ul>
<p>In caso di inadempienza la Commissione provvederà alla revoca motivata della autorizzazione.</p>
<p><strong>Art. 11</strong><br />
Gli orti dovranno essere coltivati con particolare attenzione all’ambiente ed è pertanto consentito l’uso di concimi minerali secondo un criterio di buona pratica, mentre è espressamente vietato l’uso di antiparassitari non consentiti dal metodo di produzione biologico. Ogni eccezione deve essere preventivamente autorizzata.</p>
<p>E’ strettamente vietato l’uso di diserbanti o altri prodotti chimici di isintesi che possono arrecare danno all’ambiente. L’uso di tali prodotti comporterà la revoca dell’assegnazione.</p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>Art. 12 </strong><br />
Ciascun assegnatario sosterrà le spese di gestione del lotto assegnato, senza che ciò possa costituire corrispettivo della concessione in uso, che rimane a titolo gratuito e temporaneo. <strong> </strong></p>
<p><strong>Art. 13 </strong><br />
La concessione verrà a cessare automaticamente in caso di incuria o di comportamenti manifestamente antiassociativi rilevati dalla Commissione.</p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>Art. 14 </strong><br />
Ogni danno, furto, manomissione, infortunio, incidente che l’assegnatario possa subire o causare a terzi sarà a lui esclusivamente imputabile. Il proprietario e l’associazione restano pertanto manlevati da ogni responsabilità civile e penale. Ogni controversia questione, vertenza verrà esaminata dalla Commissione con riferimento, per quanto non espressamente contemplato nel presente regolamento, al Codice Civile.</p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>Art. 15 </strong><br />
Il presente regolamento è passibile di modifiche che potranno essere adottate successivamente dall’Associazione sulla base delle esperienze maturate durante il periodo di iniziale applicazione, nonché in base a norme e suggerimenti. Le eventuali innovazioni, pena decadenza della assegnazione dovranno essere integralmente accettate dagli assegnatari.</p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>Art. 16 </strong><br />
L’assegnazione è data a titolo precario ed è revocabile in qualsiasi momento, anche senza preavviso e senza che nessun diritto o risarcimento spetti all’assegnatario.</p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>Art. 17 </strong></p>
<p>Il presente regolamento dovrà essere sottoscritto ed integralmente accettato da ogni assegnatario prima della formale assegnazione.</p>
<p>La Commissione                                                            L’assegnatario</p>
<p>PER ACCETTAZIONE</p>
<p>Data</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/ortosolidale.wordpress.com/6/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/ortosolidale.wordpress.com/6/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/ortosolidale.wordpress.com/6/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/ortosolidale.wordpress.com/6/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/ortosolidale.wordpress.com/6/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/ortosolidale.wordpress.com/6/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/ortosolidale.wordpress.com/6/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/ortosolidale.wordpress.com/6/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/ortosolidale.wordpress.com/6/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/ortosolidale.wordpress.com/6/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/ortosolidale.wordpress.com/6/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/ortosolidale.wordpress.com/6/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/ortosolidale.wordpress.com/6/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/ortosolidale.wordpress.com/6/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=ortosolidale.wordpress.com&amp;blog=12455625&amp;post=6&amp;subd=ortosolidale&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>L&#8217;ACQUA DI IRRIGAZIONE</title>
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		<pubDate>Sun, 07 Mar 2010 17:38:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ortosolidale</dc:creator>
				<category><![CDATA[MESSAGGI AGLI ORTOLANI]]></category>

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		<description><![CDATA[Solitamente infatti vengono indicate 3 classi di qualità delle acque irrigue: classe A, acque destinate ad essere impiegate senza limitazioni, classe B, acque per le quali è da evitare il contatto con prodotti destinati ad essere successivamente consumati crudi, Classe C, acque soggette alle medesime limitazioni della classe B ma la cui distribuzione, inoltre, deve [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=ortosolidale.wordpress.com&amp;blog=12455625&amp;post=5&amp;subd=ortosolidale&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Solitamente infatti vengono indicate 3 classi di qualità delle acque irrigue: classe A, acque destinate ad essere impiegate senza limitazioni, classe B, acque per le quali è da evitare il contatto con prodotti destinati ad essere successivamente consumati crudi, Classe C, acque soggette alle medesime limitazioni della classe B ma la cui distribuzione, inoltre, deve avvenire con metodi che evitino il contatto con la vegetazione (Giardini L., 1993).</p>
<p>La qualità dei prodotti coltivati dipende, quindi, anche dalla “qualità” delle acque utilizzate per coltivarle.</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/ortosolidale.wordpress.com/5/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/ortosolidale.wordpress.com/5/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/ortosolidale.wordpress.com/5/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/ortosolidale.wordpress.com/5/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/ortosolidale.wordpress.com/5/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/ortosolidale.wordpress.com/5/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/ortosolidale.wordpress.com/5/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/ortosolidale.wordpress.com/5/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/ortosolidale.wordpress.com/5/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/ortosolidale.wordpress.com/5/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/ortosolidale.wordpress.com/5/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/ortosolidale.wordpress.com/5/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/ortosolidale.wordpress.com/5/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/ortosolidale.wordpress.com/5/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=ortosolidale.wordpress.com&amp;blog=12455625&amp;post=5&amp;subd=ortosolidale&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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