CONSIGLI PER LA COLTIVAZIONE DELL’ORTO

Orto familiare: alcuni piccoli consigli
di Mauro Bertuzzi

Piccolo orto familiare (foto http://www.girovagandointrentino.it)
Sono sempre più le persone che, avendo a disposizione un po’ di spazio, decidono di destinare una parte più o meno grande del giardino alla coltivazione di ortaggi e/o piante aromatiche.
La realizzazione di un orto familiare è facile ma richiede tempo e passione, requisiti indispensabili per poter produrre e assaporare tutto l’anno ortaggi naturali e soprattutto controllati in ogni fase.
Il costo è molto contenuto, infatti è possibile acquistare piantine di ortaggi di stagione pronte da trapiantare anche a meno di 0,35 € l’una o, se si preferisce, acquistare bustine di semi che però dovranno essere messe in vasi e tenute in una piccola serra (o ambiente un minimo controllato), per poi essere successivamente poste a dimora al momento giusto.
Un piccolo orto domestico, oltre al piacere personale, riesce a fornire, se correttamente impostato, una notevole produzione di ortaggi ed erbe aromatiche per la cucina, coltivati magari senza l’ausilio di pesticidi e che possono essere consumati freschi.
La realizzazione
Per prima cosa occorre individuare nello “spazio giardino libero” una zona ben esposta, al riparo da vento e soprattutto gelate, in modo da riuscire ad ottenere qualche minima produzione anche nel periodo invernale (a parte, ovviamente nelle zone montane): quindi, una buona esposizione solare risulta essere un requisito fondamentale.
La superficie necessaria dipende ovviamente dallo spazio disponibile e dalle singole esigenze: indicativamente, 40 mq di terreno correttamente coltivati riescono a soddisfare tranquillamente, nel periodo estivo di piena produzione, le esigenze di una famiglia composta da 4 persone.
Nel caso in cui in giardino dovessero vivere animali domestici (cani e gatti) è consigliabile recintare la zona adibita ad orto con dei paletti in ferro distanti circa 1-1,5 m tra loro ed una rete metallica di protezione, con un’apertura sufficiente al transito di una carriola e, se viene utilizzata, della motozappa.
Altro aspetto importante è che sia disponibile, all’interno dell’area o nelle vicinanze, una presa d’acqua, per facilitare l’irrigazione soprattutto estiva ed evitare di essere costretti a lunghi spostamenti.
L’apporto di acqua, indispensabile per un’adeguata crescita delle piante, sarà diverso per ogni tipo di ortaggio. Infatti alcune piante non devono essere bagnate sul fusto (per evitare bruciature), mentre altre necessitano di una bagnatura più completa. Il momento ideale per l’irrigazione è la mattina presto o la sera al calar del sole.
La coltivazione
In ogni periodo dell’anno l’orto può essere produttivo, in estate in particolare si potranno raccogliere in abbondanza melanzane, cetrioli, zucchine, insalate, pomodori e peperoni, mentre durante l’inverno cavoli, verze e broccoli ma in quantità minore, soprattutto se sono state realizzate strutture semplici per la protezione dalle basse temperature (esempio pacciamatura o piccoli tunnel).
Per la scelta del periodo di semina delle singole specie è consigliabile consultare il calendario delle semine disponibile nei garden o sulle riviste di settore, oppure più semplicemente seguire le indicazioni poste sul retro delle confezioni di semi. Alcuni ortaggi verranno seminati direttamente in campo (es. carote, prezzemolo) quando la stagione lo permette, per altri invece è consigliata la messa a dimora di piantine acquistate oppure ottenute, come già indicato, facendo germogliare i semi in piccoli vasi posti in luogo riparato.
La preparazione del terreno, operazione di fondamentale importanza, viene eseguita in autunno o in inverno, quando comunque il terreno non risulta gelato, in modo da permettere la semina di alcune colture ad inizio primavera.
I lavori sono per lo più la vangatura e un’energica zappatura per lo sminuzzamento delle zolle, eliminando le pietre più grosse che potrebbero ostacolare lo sviluppo delle radici e rendere più difficili le lavorazioni. Inoltre, particolare attenzione è da prestare alle erbe infestanti, che dovranno essere estirpate manualmente; in commercio si trovano anche diserbanti, ma non sono consigliati, per ovvi motivi, negli orti ad uso familiare.
Fondamentale risulta anche l’apporto di elementi nutritivi al terreno, che se presenti nelle giuste quantità, soddisfano il fabbisogno nutritivo delle piante e il loro ottimale sviluppo. Alcuni di questi elementi sono necessari in quantità rilevanti, come l’azoto, il fosforo, il potassio e il calcio; altri sono sufficienti in tracce, come il ferro, il manganese, lo zinco, il rame, ecc.. Poiché però l’uomo con il raccolto allontana la pianta dal terreno e con essa tutte le sostanze assorbite dall’organismo vegetale durante il suo sviluppo, occorrerà “restituire” gli elementi di fertilità con un’operazione chiamata concimazione.
I concimi sono quindi sostanze che, aggiunte al terreno, lo rendono adatto ad accogliere nuove colture.
I concimi possono essere di due tipi: minerali e organici; questi ultimi sono i più consigliati in orticoltura, in quanto di origine naturale; il più impiegato è il letame, in particolare quello bovino; l’unica nota dolente del concime organico è generalmente la non conoscenza precisa di quantità e tipo di elementi nutritivi contenuti, a differenza di quelli minerali. In commercio si trova oggi stallatico confezionato, adatto per orti e giardini, composto da letame bovino, equino e torba, di facile impiego, che dovrà essere utilizzato nella quantità di alcuni chilogrammi al metro quadrato.
Solitamente i periodi ottimali per la concimazione sono la ripresa vegetativa (fine febbraio) e la fine dell’estate (settembre), ma mentre in primavera è utile distribuire concimi a rapido assorbimento, alle porte dell’autunno è bene limitarsi a fertilizzanti liquidi magari già dosati, giusto per creare una riserva supplementare per l’inverno. Se invece, come spesso accade, si utilizzano concimi organici, è bene distribuire una piccola quantità di letame prima dell’autunno, per poi apportarne invece una dose maggiore a fine inverno, prima di iniziare i lavori di preparazione del terreno.
Gli attrezzi
L’attrezzatura necessaria dipenderà dalla abilità e dalla disponibilità economica, anche se rimane sottinteso che attrezzi idonei permetteranno di facilitare tutte le operazioni nell’orto; in ogni caso, l’attrezzatura minima indispensabile dovrà essere composta da zappa, zappetta, badile, vanga e rastrello.
Poi, per chi dispone di una superficie più ampia e di una discreta disponibilità economica, l’acquisto di una piccola motozappa permetterà di svolgere le lavorazioni del terreno e la preparazione del letto di semina in breve tempo e con poca fatica.
Mauro Bertuzzi, laureato in Scienze e Tecnologie Agrarie presso la Facoltà di Agraria di Milano, è Presidente del

IRRIGARE L’ORTO: COME E QUANTO
Non è possibile fare una buona orticoltura senza acqua di irrigazione. Le colture orticole sono generalmente ad apparato radicale superficiale e negli strati superiori, l’acqua scarseggia, sia a causa della percolazione, sia per effetto dell’evaporazione. Inoltre i prodotti orticoli sono ricchi di acqua e sono di migliore qualità proprio se acquosi e teneri e se crescono in fretta, vale a dire con le radici nell’umido. In condizioni di penuria idrica l’ortaggio prodottoio risulta duro e asciutto: il fagiolino tende al filamentoso o al farinoso, il sedano al fibroso, la lattuga all’amaro. Con ciò non si vuol sostenere che nelle terre dove ci sia soltanto un certo tenore di umidità naturale non si possano coltivare con soddisfazione certi ortaggi! Si possono produrre, per esempio, pomodori rossi e concentrati, magari tanto dolci da rendere addirittura appiccicose le mani delle massaie durante la preparazione della conserva e da far loro riscuotere gli elogi dei commensali. Ma sono eccezioni.Dato allora per scontato che dell’acqua dì irrigazione non se ne può fare a meno, ecco alcuni consigli su come meglio adoperarla.
Tempi. Bagnate verso sera o al mattino presto, quando insomma la terra non è calda, in modo da evitare contrasti marcati di temperatura . Bagnando verso sera, le colture rimangono fresche per tutta la notte (la qual cosa nei mesi estivi è importante) e non si hanno inconvenienti di sorta. Nei mesi in cui i freddi notturni si fanno sentire, è invece preferibile bagnare al mattino. Tenete comunque presente la temperatura della vostra acqua: con le acque fredde conviene addirittura bagnare di notte, con quelle calde è possibile irrigare anche di giorno.
Bagnate a intervalli ravvicinati nei terreni tendenti al sabbioso, più distanziati in quelli tendenti all’argilloso (al lìmite ogni 7 giorni). Infatti, nella sabbia l’acqua percola facilmente e finisce negli strati più profondi cosicché le radici delle colture rimangono ben presto al secco, le argille viceversa trattengono di più l’acqua in superficie. Indicazioni a cui non conviene dare eccessivo peso: saranno le colture a orientarvi sulla effettiva frequenza. Basterà osservarle. La regolarità di distribuzione è importante; con l’acqua a sbalzi le colture non progrediscono bene.
Modalità. Come distribuire l’acqua nell’orto familiare? Normalmente a pioggia con apposite apparecchiature semplici e tradizionali. Semplicemente con un tubo di gomma alla cui estremità si colloca un polverizzatore (o il dito dell’operatore) e, per semenzai e piccole superfici in genere, con l’elementare, intramontabile innaffiatoio. Abbastanza frequente è inoltre la distribuzione per infiltrazione laterale. Si tratta di riempire d’acqua i solchi sui cui Iati sono le piante ortive. Va da sé che i solchi devono essere in piano, sicché se la vostra superficie è in pendio i solchi vanno fatti per traverso oppure a gradini. E’ diffusa negli orti anche la sub-irrigazione o irrigazione sotterranea: l’acqua viene distribuita mediante la cosiddetta manichetta, un tubo dì plastica bucherellato. Associata alla pacciamatura è consigliabile, per certe colture, specie per la fragola. I vantaggi sono diversi: risparmio di acqua e di tempi, frutti puliti, controllo delle malerbe, che sotto la plastica nera non riescono a vivere.
Qualità. Ed ora due parole sulla qualità delle acque. Quelle di fiumi e corsi d’acqua, beninteso se non inquinate da scarichi industriali, sono generalmente adatte all’irrigazione (quanto a temperatura sono calde). Le acque di pozzo provenienti da falde superficiali sono anch’esse di norma utilizzabili (inizialmente, per prudenza, fatele tuttavia analizzare). Quelle di pozzi profondi sono generalmente fredde e dure (cioè ricche di sali); in tal caso può essere conveniente, ammesso che lo si possa fare, lasciarle per qualche giorno in apposite vasche all’aperto. Le acque poi che contengono più dell’1% di sostanze minerali o che contengono solfuro o solfato dì ferro non sono utilizzabili per l’irrigazione. Le acque potabili molto spesso non vanno bene per il cloro che contengono e che danneggia le piante. Lo stesso vale per le acque “raddolcite” con sodio perché è un elemento che, a lungo andare, intossica le piante.

L’ORTO: SEMINA E RACCOLTO

Per ottenere i migliori risultati è bene conoscere, per ogni singolo ortaggio, i caratteri generali dello stesso le cure specifiche che richiede e i giusti tempi e modalità per la semina e il raccolto. Ecco le informazioni necessarie per gli ortaggi più comuni.

AGLIO

Durata media della coltivazione: 20 e più settimane
Caratteri generali e cure specifiche: Necessità di calore e di poca acqua; ama un terreno profondo, ma non troppo ricco di sostanze nutritive. Se il terreno si presenta compatto o crostoso deve essere lavorato.
Semina e raccolto: Per un’aiuola larga cm. 120 piantate sei file. Gli spicchi d’aglio vanno collocati ad una profondità di circa cm. 15. I periodi di semina ideali sono in aprile o in settembre/ottobre, se si vuole fare la raccolta l’anno successivo. Verso fine estate effettuate la raccolta in una giornata assolata. Intrecciate le piantine raccolte e conservatele in un luogo asciutto.

ASPARAGO

Durata media della coltivazione: 3 anni
Caratteri generali e cure specifiche: Pianta perenne; preferisce i terreni sabbiosi e freschi, ma non umidi ne calcarei. Non teme il freddo.
Semina e raccolto: Dai semi si ottengono le cosiddette “zampe”, da cui si sviluppano i polloni dopo circa 20 mesi; il suggerimento è di acquistare direttamente le zampe da un vivaista. Scavate delle trincee larghe circa cm. 90 e profonde cm. 40. Arricchite la terra della trincea con del concime. Deponete le zampe ad una distanza di circa cm. 40 l’una dall’altra e copritele con un leggero strato di terra. Queste operazioni vanno effettuate a fine inverno. A partire dal terzo anno potete raccogliere i polloni nel periodo maggio/giugno. In inverno tagliate tutti i fusti secchi.

BIETOLA DA COSTE

Durata media della coltivazione: 12 e più settimane
Caratteri generali e cure specifiche: Viene coltivata per la consumazione delle foglie e, particolarmente delle coste lunghe e carnose.
Semina e raccolto: Il terreno non deve essere concimato con letame fresco. Abbondare con il composto maturo e mantenere umido il terreno. Si associa favorevolmente con qualsiasi altro tipo di ortaggio. In un’aiuola larga cm. 120 sistemate tre file. Distanza tra le piantine cm. 30. Periodo di semina: aprile.

BIETOLA DA RADICI

Durata media della coltivazione: 15 e più settimane
Caratteri generali e cure specifiche: Questo tipo di bietola viene coltivato per il fittone che è di forma tondeggiante e di colore rossastro. Talvolta si sviluppa anche sopra il terreno.
Semina e raccolto: Cinque file in cm. 120. Distanza fra le piantine cm. 15. Si semina in marzo e si raccoglie in luglio/settembre, quando le foglie cominciano ad appassire.

CAROTA

Durata media della coltivazione: 17 settimane
Caratteri generali e cure specifiche: Esistono vari tipi di carota: primaticce, lente, semilente, di lunghezza media, corta e lunga. Usare terra sabbiosa o leggermente argillosa, umidificata ma non eccessivamente ricca di sostanze nutritive. Predilige il composto fresco che deve essere aggiunto alla terra già in autunno.
Semina e raccolto: Da 4 (tardive) a 6 (primaticce) file per cm. 120 di aiuola. Distanziare le piantine di cm. 4 l’una dall’altra. Per la semina procedere in marzo (primaticce), ai rimi di aprile (medie) e giugno/luglio (tardive).

CAVOLFIORE

Durata media della coltivazione: 16 settimane
Caratteri generali e cure specifiche: Esistono varietà precoci e tardive. Necessita di molta acqua e di un terreno friabile e ricco di sostanze nutritive. Non resiste al freddo, quindi in inverno occorre un’adeguata protezione.
Semina e raccolto: Due file su cm. 120. Distanza tra le piante: cm. 50. Le semine della varietà precoce devono essere effettuate in cassone già in febbraio, mentre quella tardiva deve essere messa a dimora in aprile/luglio.

CAVOLINI DI BRUXELLES

Durata media della coltivazione: 18 e più settimane
Caratteri generali e cure specifiche: Non necessita di grandi dosi di sostanze nutritive. Resiste al freddo che, anzi, ne migliora il sapore e la digeribilità.
Semina e raccolto: Tre file su cm.120 di aiuola. Distanza delle piante: cm. 50. Seminare a partire dai primi di maggio nell’apposita aiuola da semina e trasferire nell’orto dopo cinque settimane. Non mettere a dimora prima di giugno. Il raccolto si protrarrà per tutto l’inverno.

CAVOLO ROSSO, VERZA

Durata media della coltivazione: Specie rapide 10 settimane. Specie lente 20 settimane.
Caratteri generali e cure specifiche: Necessita di grandi quantità di sostanze nutritive e di molta acqua. Soffre il gelo.
Semina e raccolto: 2/3 file in cm. 120. Distanza tra le piante: cm. 40/60. Semina delle varietà precoci in febbraio e messa a dimora ad aprile. E’ possibile anche il cosiddetto “sverno”, cioè semina ad agosto e messa a dimora in ottobre o all’inizio della primavera. Raccolti a seconda del procedimento adottato, per tutta l’estate o per tutto l’autunno.

CETRIOLO

Durata media della coltivazione: 12 settimane
Caratteri generali e cure specifiche: Piuttosto delicato, richiede una temperatura mite (quella del terreno non dovrebbe essere inferiore ai 10 gradi). Necessita di molte sostanze nutritive e di molta acqua, ma non sopporta un’alta concentrazione di sali minerali.
Semina e raccolto: Distanza tra le piante cm. 40/45. Semina a metà maggio.

CIPOLLA

Durata media della coltivazione: 16 e più settimane
Caratteri generali e cure specifiche: Ama un terreno leggero, non sabbioso, caldo, asciutto e soffice.
Semina e raccolto: Sei file in cm. 120 di aiuola. Distanza tra le piante: cm. 5/15. Si possono praticare due tipi di colture: quella primaverile (metà marzo) per raccogliere i bulbi alla fine dell’estate e quella autunnale per raccogliere i bulbi la primavera seguente.

FAGIOLO NANO

Durata media della coltivazione: 10 settimane
Caratteri generali e cure specifiche: Non sopporta il freddo e ha bisogno di un terreno soffice e di molta acqua.
Semina e raccolto: 2/3 file per cm.120. Distanza tra le piante: cm. 8. La semina si svolge da metà maggio fino alla fine di luglio. Raccogliete presto i primi fagioli per favorire nuove crescite.

FAGIOLO RAMPICANTE

Durata media della coltivazione: 18 settimane
Caratteri generali e cure specifiche: Necessità di molto sole e di terreno ricco di elementi nutritivi.
Semina e raccolto: Due file per cm. 120 di aiuola. Distanza tra le piante: cm. 80. Seminate a tempi distanziati per avere raccolti a diverse scadenze.

FAVA

Durata media della coltivazione: 15 settimane
Caratteri generali e cure specifiche: Piuttosto resistente al freddo. Sopporta i terreni calcarei e ama i luoghi ventosi.
Semina e raccolto: Tre file in cm. 120. Distanza tra le piante: cm. 20. Seminare a partire dai primi di marzo.

FINOCCHIO

Durata media della coltivazione: 14 settimane
Caratteri generali e cure specifiche: E’ una piante esigente e necessita di calore, di un terreno soffice e ricco di elementi nutritivi. Deve essere sempre innaffiato e mantenuto libero da erbe nocive.
Semina e raccolto: 3-4 file in cm. 120. Distanza tra le piante: cm. 25. La semina va da fine giugno ai primi di luglio. La raccolta in ottobre. Un autunno freddo può impedire la crescita.

INDIVIA ESTIVA E INVERNALE

Durata media della coltivazione: 10 settimane
Caratteri generali e cure specifiche: Ama un terreno ben concimato e necessita di molta acqua.
Semina e raccolto: 4 file in cm. 120. Distanza tra le piante: cm. 20. Seminare l’indivia estiva tra maggio e giugno. Quella invernale ai primi di luglio.

LATTUGA

Durata media della coltivazione: 6 settimane
Caratteri generali e cure specifiche: Ama un terreno profondo e ricco di humus, mantenuto costantemente umido.
Semina e raccolto: 4 (tardive) o 6 (primaticce) in cm. 120. Distanza: cm. 20 (primaticce), cm. 70 (tardive). Semina da febbraio fino agli inizi di luglio. Seminando ogni 14 giorni si può raccogliere l’insalata in modo continuativo sino al tardo autunno. L’insalata invernale può essere messa a dimora anche in settembre, coprendola con terra compostata e sterpaglie.

MELANZANA

Durata media della coltivazione: 20 settimane
Caratteri generali e cure specifiche: Preferisce terreni di medio impasto, profondi e tendenti allo sciolto, piuttosto fertili e ben areati. Sensibilissima al freddo. Per i primi periodi di germinazione è indispensabile una temperatura superiore ai 15°C.
Semina e raccolto: Due file in cm. 120. Distanza tra le piante: cm. 50/60. La semina si effettua a marzo in un cassone; si metterà a dimora in seguito, quando le piantine saranno germogliate e sarà terminata la stagione fredda (maggio/giugno). La raccolta comincia in estate e si protrae fino a ottobre.

PATATA

Durata media della coltivazione: 16 settimane
Caratteri generali e cure specifiche: Esistono numerose specie: precoci, semiprecoci, tardive. E’ adatto un terreno medio-pesante. Generalmente si coltiva quella precoce.
Semina e raccolto: 2 file in cm. 120. Distanza tra le piante: cm. 40 (precoci), cm. 60 (tardive). Piantare ai primi giorni di aprile le precoci e ai primi di maggio le tardive. Si raccolgono dopo che la parte verde è appassita.

PEPERONE

Durata media della coltivazione: 8 e più settimane
Caratteri generali e cure specifiche: Predilige le zone calde. Il terreno deve essere fertile, ben esposto, tendente allo sciolto e umido.
Semina e raccolto: 2 file per aiuole da cm. 120. Distanza tra le piante: cm. 60. Si seminano in vasetti otto settimane prima dell’ultima prevedibile brinata e si trapiantano nell’orto quando la temperatura esterna ha raggiunto una media minima di 13°C.

PISELLO

Durata media della coltivazione: 10 settimane
Caratteri generali e cure specifiche: Il terreno più adatto è quello tiepido, leggero e calcareo.
Semina e raccolto: Due file per cm. 120 di aiuola. Distanza tra le piante: cm. _. Seminare da metà marzo fino a luglio.

POMODORO

Durata media della coltivazione: 16 settimane
Caratteri generali e cure specifiche: Pianta assai esigente, necessità di molto calore. Sistematela in un punto rivolto a sud. Non è necessario comprenderla nella rotazione perché può ricrescere tranquillamente nello stesso luogo senza impoverire il terreno. Poiché le sue radici scendono molto a fondo, necessita di un terreno ricco di sostanze nutritive. In autunno aggiungete al terreno del concime. La pianta ha bisogno di un sufficiente tasso di umidità ma, quando innaffiate, prestate attenzione a non bagnare le foglie.
Semina e raccolto: Quattro file per cm. 120 di aiuola. Distanza tra le piante: cm. 60/80. Seminatele in cassetta nella seconda metà di marzo e trapiantate a dimora verso metà maggio. Aiutate le piantine legandole a paletti di sostegno alti cm. 180 circa. Settimanalmente assicurate le ramificazioni con corda o raffia.

PORRO

Durata media della coltivazione: 20 e più settimane
Caratteri generali e cure specifiche: Ama un terreno argilloso e ricco di humus. Sia la varietà estiva che quella invernale sono resistenti al gelo.
Semina e raccolto: Quattro file per cm. 120 di aiuola. Seminare in cassetta a metà marzo e mettere a dimora in maggio, in buche profonde cm. 15. I porri invernali possono essere seminati all’aperto in giugno e messi a dimora verso i primi giorni di agosto.

RADICCHIO (CICORIA)

Durata media della coltivazione: 16 settimane
Caratteri generali e cure specifiche: E’ un tipo di insalata forte, alta e con la radice a fittone. Le qualità più diffuse sono il radicchio rosso, la catalogna e la cicoria di Bruxelles. E’ una verdura invernale.
Semina e raccolto: Quattro file per cm. 120. Distanza tra le piante: cm. 30. Si semina da metà giugno a metà luglio. Sopporta il freddo invernale, se ben protetta può stare anche all’aperto.

RAVANELLO

Durata media della coltivazione: Da 5 a 8 settimane
Caratteri generali e cure specifiche: E’ molto adatto per essere piantato ai bordi delle aiuole.
Semina e raccolto: Sei file per cm. 120 di aiuola. Si semina a partire da febbraio, in cassette e messa a dimora dai primi giorni di aprile in poi.

SEDANO DA COSTE

Durata media della coltivazione: 21 settimane
Caratteri generali e cure specifiche: Coltivato per le bianche coste, aromatiche, saporite e croccanti. Si coltiva in trincea e in superficie. La coltura in trincea utilizza la rincalzatura per l’imbiancamento delle coste. Produce da novembre a marzo. Quella in superficie teme il gelo e richiede una semina precoce e la raccolta entro ottobre. Ha bisogno di terriccio ricco di sostanze calcaree e di humus. Consuma molto potassio, quindi aggiungete della cenere di legna al concime; allo stesso modo, per soddisfare la sua esigenza di cloro, spargete sul terreno piccole dosi di sale da cucina. Nella rotazione piantare non più di una volta ogni 4 anni. Innaffiare abbondantemente ma solo con il bel tempo.
Semina e raccolto: Per la coltivazione in trincea scavare un solco largo cm. 40 e profondo cm. 35. Riempite il fondo con terriccio ben degradato e concime per cm. 20. Ricoprite con uno strato di alcuni centimetri della terra asportata dalla trincea. Tra maggio e giugno le piantine (che avrete seminato in cassone, al caldo, all’inizio di marzo) vanno messe a dimora nella trincea a cm. 30 di distanza l’una dall’altra. Tenere sempre l’impianto ben umido. Dopo 3 mesi rincalzare con la terra della trincea fino alla base delle foglie e a distanza di 3 settimane rincalzare ancora due volte, senza mai superare la base delle foglie, che progressivamente si allungheranno. L’imbiancamento dura da 3 a 8 settimane dal primo rincalzo.Per la coltivazione in superficie le piantine vanno messe a dimora entro maggio a cm. 25 di distanza l’una dall’altra. Non vanno rincalzate.

SEDANO DI VERONA (O SEDANO RAPA)

Durata media della coltivazione: 21 settimane
Caratteri generali e cure specifiche: E’ una varietà di sedano coltivato per la sua radice voluminosa. Le indicazioni sono analoghe a quelle per il sedano a coste: terra fertile, ben drenata, ricca di composto maturo e di terriccio ben degradato.
Semina e raccolto: Tra febbraio e marzo si semina in cassoni a freddo. I semi non vanno interrati. Si mette a dimora a fine maggio. Il colletto deve rimanere fuori dalla terra. Il tubero continua a crescere fino a novembre, ma va raccolto comunque prima del gelo.

SPINACIO

Durata media della coltivazione: 12 e più settimane
Caratteri generali e cure specifiche: Ama un terreno unificato e ricco di calcio. Richiede molto composto maturo. Nella rotazione delle colture bisogna evitare di seminare gli spinaci in prossimità della rapa rossa o della bietola da coste.
Semina e raccolto: Sei file in cm. 120 di aiuola. Se la semina viene fatta in agosto si otterranno spinci autunnali; se fatta in settembre, si avranno spinaci invernali con raccolto in primavera.

ZUCCA

Durata media della coltivazione: 22 settimane
Caratteri generali e cure specifiche: Ama il calore e l’acqua e ha un alto fabbisogno di sostanze nutritive.
Semina e raccolto: Ogni pianta necessita di uno spazio di circa 3 metri quadrati. Si semina ai primi di maggio e, con un autunno soleggiato, il frutto cresce fino ad ottobre. Il raccolto deve essere effettuato comunque prima delle gelate invernali.

ZUCCHINA

Durata media della coltivazione: 16 settimane
Caratteri generali e cure specifiche: Ha esigenze analoghe a quelle della zucca. A differenza di questa però è meno esigente per il calore della temperatura, quindi è più facile da coltivare. Preparate il terreno con concime e composto fresco. Si proteggono i frutti maturi dalle lumache adagiandoli su uno strato di paglia.
Semina e raccolto: Una fila per cm. 120 di aiuola. Da aprile seminare in semenzaio; i trapianti si effettuano in maggio. Durante la semina adagiate da 1 a 3 semi per solco; successivamente conserverete solo la piantina più forte eliminando le altre. Il frutto si raccoglie quando ha raggiunto una lunghezza di circa cm. 20, in modo da poter poi effettuare diversi raccolti. In caso contrario la zucchina continuerà nella sua crescita fino a raggiungere dimensioni anche molto importanti.

L’ORTO: COME REALIZZARLO

La preparazione del terreno per realizzare l’orto è identica a quella descritta per il prato con la differenza che, nel caso dell’orto, occorre dividere la superficie in rettangoli (aiuole), ciascuno dei quali sarà dedicato ad una coltura. La grandezza di queste aiuole dipenderà ovviamente da quanto spazio si intende dedicare ad un ortaggio rispetto ad un altro. Per ben eseguire questo lavoro è consigliabile tendere delle cordicelle e seguirle con la pala facendo piccoli scavi divisori.

Per la semina è sempre consigliabile usare semi nuovi e non riutilizzare quelli dell’anno precedente, a meno che non siano ancora confezionati e sulla confezione sia riportata la data di scadenza. Se la semina avviene in tarda primavera o addirittura in estate è bene bagnare il terreno 24 ore prima. A questo punto si può procedere con una piccola zappetta, facendo uno scavo lungo quanto l’aiuola prescelta e largo poco più della larghezza dei semi che si intendono piantare. In questo piccolo filare devono essere posizionati i semi che, nel caso siano grossi (fagioli, fave, ecc.), devono essere posati uno a uno, se invece le loro dimensioni sono ridotte (insalata, basilico, ecc.) devono essere presi nel palmo della mano stretta a pugno e fatti scivolare tra pollice e indice ripiegato.

Per ricoprire i semi si può utilizzare la stessa zappetta, o anche semplicemente il palmo della mano, avendo cura di agire con la massima delicatezza. Infine, al tramonto del sole si deve procedere con una buona bagnatura a pioggia, operazione che andrà ripetuta tutti i giorni. L’orto deve essere bagnato tutti i giorni, senza esagerare con la quantità d’acqua. Alla prima crescita bisogna sfoltire la coltura per evitare che le piantine si soffochino l’un l’altra; bisogna procedere con l’estirpazione di quelle malate o imperfette, facendo però attenzione perché le radici potrebbero essersi intrecciate con quelle delle piantine adiacenti.

Quando si procede con la decisione di quali aiuole destinare alle diverse colture, bisogna tenere conto dei problemi legati alla “consociazione” dei vari tipi di ortaggi e di erbe. E’ stato verificato che la vicinanza di alcuni ortaggi aumenta la velocità dello sviluppo, le dimensioni e la qualità dei frutti. I più scettici possono verificare l’antica tecnica della consociazione seminando due file di ravanelli, alternate rispettivamente da una fila di crescione e da una di cerfoglio. La differenza del sapore dei ravanelli che cresceranno sarà impressionante: mentre quelli cresciuti vicino al cerfoglio risulteranno molto piccanti, quelli vicino al crescione saranno saporiti, ma delicati.

Questa stessa tecnica consente di arginare anche il problema di alcuni parassiti, per esempio: la combinazione tra carote e cipolle è eccellente sia per la qualità finale dei frutti, che perché la cipolla tiene lontana la mosca della carota e la carota fa lo stesso con i parassiti della cipolla. Sulla base di questo principio ci sono anche alcune erbe con un odore assolutamente repellente per gli insetti e che, se piantate intorno alle aiuole da proteggere o all’intero orto, danno un importante contributo alla lotta contro i parassiti. Il basilico, per esempio, respinge mosche e zanzare; la menta tiene lontana la cavolaia; il lino allontana le dorifere dalle patate.

L’ORTO: LA CONSOCIAZIONE TRA GLI ORTAGGI

Quando si decide quali ortaggi coltivare nel proprio orto bisogna tenere conto dei problemi legati alla “consociazione” dei vari tipi di ortaggi e di erbe. E’ stato verificato che la vicinanza di alcuni ortaggi aumenta la velocità dello sviluppo, le dimensioni e la qualità dei frutti. I più scettici possono verificare l’antica tecnica della consociazione seminando due file di ravanelli, alternate rispettivamente da una fila di crescione e da una di cerfoglio. La differenza del sapore dei ravanelli che cresceranno sarà impressionante: mentre quelli cresciuti vicino al cerfoglio risulteranno molto piccanti, quelli vicino al crescione saranno saporiti, ma delicati.
Ortaggi Consociabili Non consociabili
Asparagi Pomodori, prezzemolo, basilico =
Barbabietole Cipolle, ravanelli, cavoli, rape Fagioli rampicanti
Carote Cipolle, ravanelli, piselli, lattuga, cicoria, porri, rosmarino, salvia, pomodori Aneto
Cavoli Barbabietole, cetrioli, fagioli rampicanti, fagioli nani, fragole, lattuga, piselli, pomodori, porri, spinaci, ravanelli, sedani Aglio, cipolle, patate
Cetrioli Cavoli, fagioli, granturco, piselli, ravanelli, girasoli, finocchi Patate, erbe aromatiche
Cicoria Carote, fagioli rampicanti, lattuga, finocchi, pomodori =
Cipolle e aglio Zucchine, barbabietole, fragole, pomodori, lattuga, camomilla Piselli, fagioli, cavoli
Erba cipollina Carote Piselli, fagioli
Fagioli Patate, carote, cetrioli, cavoli Cipolla, aglio, gladioli
Fagioli rampicanti Zucchine, ravanelli, cicoria, cavoli, granturco, santoreggia Cipolle, barbabietole, finocchi, girasoli
Fagiolini nani Cavoli, ravanelli, patate, cetrioli, granturco, fragole, sedani, santoreggia Cipolle, barbabietole, finocchi, girasoli
Finocchi Cetrioli, cicoria, lattuga, piselli Fagioli rampicanti, fagiolini nani
Fragole Ravanelli, fagiolini nani, spinaci, lattuga, cavoli =
Girasole Cetrioli Patate
Granturco Patate, piselli, fagioli, cetrioli, zucca, zucchine =
Lattuga Cicoria, finocchi, cavoli, carote, ravanelli, fragole, cetrioli Prezzemolo
Melanzane Fagioli =
Patate Fagioli, granturco, rafani, calendule, melanzane Zucche, cetrioli, girasoli, cavoli, pomodori, lamponi
Piselli Finocchi, carote, rape, ravanelli, cetrioli, granturco, fagioli, cavoli Cipolle, aglio, gladioli, patate
Pomodori Cavoli, ravanelli, cicoria, cipolle, prezzemolo, asparagi, calendule, carote Cavoli, rapre, patate, finocchi
Porri Cipolle, cavoli, sedani, carote =
Prezzemolo Ravanelli, pomodori, asparagi Lattuga
Rape Piselli =
Ravanelli Cavoli, barbabietole, fagioli rampicanti, fagiolini nani, fragole, lattuga, piselli, pomodori, spinaci, prezzemolo, cetrioli =
Sedani Porri, pomodori, fagiolini nani, cavoli =
Spinaci Fragole, cavoli, ravanelli =
Zucca Granturco, nasturzi Patate
Zucchine Cipolle, fagioli rampicanti =

COLTIVARE IL POMODORO

La pianta di pomodoro è tra quelle che danno la maggiore soddisfazione. Esistono svariate specie di pomodori: da quelli a ciliegina, ai cuori di bue, ai perini e molte altre ancora. Potrete scegliere la specie che più vi piace dal vivaista presso cui acquisterete le piantine da interrare, il che potrà avvenire verso la fine di marzo, oppure, più facilmente, in aprile, cioè quando la temperatura primaverile si sarà stabilizzata. Si può partire nella coltivazione della pianta di pomodoro anche dal seme, ma per un orto di casa non è consigliabile: le piantine che si trovano dai vivaisti sono poco costose, ben robuste e pronte per essere interrate.

Il pomodoro ama il sole e un terreno ben fertilizzato. Per questo esistono fertilizzanti specifici per il pomodoro che potrete mettere sul fondo della buca che ospiterà la piantina. Quando interrate la piantina, anche se ovviamente piccola, prevedete sin dall’inizio un sostegno robusto e alto almeno 1 metro e mezzo; questo perché la pianta di pomodoro può avere uno sviluppo sorprendente ed è quindi necessario sostenerla al meglio.

Quando interrate le piantine di pomodoro abbondate con l’acqua, successivamente, cioè quando le nuove radici cominciano a formarsi e si manifesta un nuovo sviluppo, diminuite drasticamente la quantità di acqua ma siate regolari nella somministrazione: durante il caldo estivo è bene dare acqua tutti i giorni.

Un’operazione molto importante da eseguire man mano che la pianta si sviluppa è quella della cosiddetta sfemminellatura. Si tratta di eliminare, usando semplicemente le dita, i germogli ascellari, facilmente riconoscibili perché nascono alla base di una ramificazione già esistente, dando luogo allo sdoppiamento del ramo stesso. Se questi germogli non vengono eliminati si ha uno sviluppo esagerato della parte verde con conseguente appesantimento della pianta, che può raddoppiare in dimensioni, e sottrazione di risorse al corretto sviluppo della piante e dei frutti.
COLTIVARE IL PREZZEMOLO

Il prezzemolo è una pianta biennale originaria del mediterraneo dove cresce spontaneamente. Per offrire il suo meglio necessita di terreni fertili e ben drenati, per questo è bene prima della semina, lavorare a fondo il terreno, soprattutto se particolarmente compatto e concimarlo. Il prezzemolo può essere coltivato sia in pieno sole che in mezzombra.

Se il prezzemolo viene seminato in vaso, si può procedere all’inizio della primavera, avendo cura di mantenere la terra ben umida e a una temperatura di 18°. In questo modo in una quindicina di giorni vedrete già i primi germogli, se la temperatura è inferiore la crescita sarà più lenta. Nel caso si voglia invece seminare direttamente nell’orto bisognerà aspettare la fine di marzo, o comunque quando si è certi che la temperatura ambiente non scenderà più sotto i 7°.

Dopo circa un paio di mesi dalla semina si può iniziare i primi tagli avendo cura di lasciare sempre qualche centimetro di fusto, in modo che possa ricrescere consentendo altri raccolti. Il prezzemolo cresce molto velocemente e quindi permette diversi tagli nel corso dell’anno. Proprio per la sua forte crescita sarà necessario sfoltirlo saltuariamente lasciando una ventina di centimetri da un cespo e l’altro.

Il prezzemolo deve essere consumato fresco. Ciò che non riuscirete ad utilizzare fresco surgelatelo, sia in foglie intere oppure già tritato. Non essiccatelo perché perderebbe tutto il suo profumo.

COLTIVARE IL BASILICO

La piantina di basilico nell’orto o in un vaso sul balcone non può mancare in nessuna casa. Il basilico ha bisogno di un clima caldo e soleggiato per esprimere il meglio di se stesso, quindi in Italia può essere coltivato in qualsiasi regione. Lo trovate pronto per essere interrato dai vivaisti, nei garden center e spesso anche dagli ortolani nei mesi di aprile o maggio (dipende dall’andamento climatico). Il basilico preferisce un suolo fresco e ben drenato, in una situazione riparata dal vento e che sia il più possibile esposta al sole. Richiede di buone quantità d’acqua praticamente ogni giorno.

Nel caso voleste cimentarvi nella sua coltivazione a partire dal seme, dovrete interrare i semi in un vaso all’inizio della primavera, quindi alla fine del mese di marzo, e tenere il vaso in serra oppure in casa perché il basilico, per la germinazione ha bisogno di una temperatura intorno ai 20 gradi. La piantina che crescerà andrà poi interrata verso aprile o maggio, cioè quando la temperatura si sarà alzata e non esisterà più il pericolo di gelate. Tenete sempre conto che il basilico non resiste a temperature inferiori ai 10 gradi.

COLTIVARE LA SALVIA

La salvia che siamo abituati ad usare in cucina è la officinalis o salvia comune. Quando scegliete la piantina per la vostra coltivazione in giardino a in vaso tenete conto che la salvia officinalis albiflora, cioè la migliore per l’uso in cucina, nel momento della fioritura si presenta con fiori bianchi. Se noterete dei fiori rossi significa che si tratta di salvia officinalis purpurescens, comunque utilizzabile in cucina anche se ha le foglie più dure della albiflora: è particolarmente adatta per decotti e tisane.

La salvia è una pianta perenne che nel tempo trasforma il suo fusto da verde in legnoso, molto ramificato e in grado di raggiungere fino al metro di altezza, diventando così un bellissimo cespuglio decorativo e profumato per il vostro giardino. E’ una pianta robusta che ama il sole e il caldo, anche se riesce tranquillamente a sopravvivere all’inverno, soprattutto se avrete l’accortezza di proteggere le radici mettendo intorno alla pianta dei pezzi di corteccia. Naturalmente tutto ciò è possibile ad altitudini inferiori ai 700 metri sul livello del mare: in montagna ci si dovrà accontentare della sua coltivazione estiva.

La salvia preferisce terreni neutri o leggermente calcarei e sabbiosi, molto permeabili in modo da favorire un buon drenaggio e una buona circolazione dell’aria. Non ama i terreni acidi e pesanti. Non necessita di grandi quantità di acqua, anzi resiste bene anche alla siccità. Quando la innaffiate abbiate cura di non esagerare e soprattutto di non creare ristagni d’acqua nel terreno intorno alla pianta, perché questi sono la principale causa della morte della pianta di salvia. Tra un’annaffiatura e l’altra lasciate asciugare la terra.

COME ELIMINARE LE FORMICHE DA ORTO E GIARDINO

Le formiche se in casa risultano essere una noiosa compagnia, nell’orto e nel giardino possono invece arrecare danni anche gravi. Le formiche sono in grado di rubare i semi da poco messi a dimora, di rodere le piantine più giovani e, soprattutto di trasportare all’interno delle nostre colture gli afidi, che le formiche proteggono amorevolmente in quanto produttori della “melata” una sostanza zuccherina di cui vanno ghiotte.

Per proteggere il nostro orto e il nostro giardino dalle formiche si possono adottare diversi espedienti. Un tempo si diceva che una lavorazione profonda del terreno riusciva a distruggere i nidi, in realtà non è del tutto vero, anche se certamente male non fa. Certamente un intervento fondamentale è quello che prevede la potatura bassa della chioma degli alberi, degli arbusti e delle piantine in generale in modo da evitare che i rami tocchino il suolo o si tocchino tra pianta e pianta, facendo così da ponte e agevolando il percorso delle formiche.

Per tenere lontane le formiche, e quindi gli afidi, dall’orto o dalle piante (in particolare dalle rose) si possono seminare delle bordure di lavanda, maggiorana, tenaceto, lattughino oppure assenzio. Tutte piante il cui odore risulta repellente per le formiche.

Un altro metodo tradizionale nella lotta alle formiche consiste nel posizionare nei pressi dell’orto, o delle colture da proteggere, dei vasi in terracotta rovesciati. Le formiche saranno attratte dal calore che si sviluppa all’interno dei vasi e vi costruiranno il loro nido, peraltro al riparo dalle intemperie (secondo fattore importante di scelta). Una volta che le formiche si saranno insediate nei vasi sarà facile rimuoverle e trasportarle dove non avranno la possibilità di fare danni.

Se l’infestazione è particolarmente importante si dovrà ricorrere ai prodotti disinfestanti chimici che troverete in commercio. In questo caso leggete con attenzione le istruzioni e fatevi consigliare da un esperto.

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